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FIDELIS!

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A Palermo lo scor­so 4 no­vem­bre si è con­clu­sa la se­con­da tap­pa del pro­get­to Fidelis, un’esperienza di pro­du­zio­ne cul­tu­ra­le e ar­ti­sti­ca uni­ca in Europa.

La pri­ma par­te, svol­ta­si a Firenze dal 20 di­cem­bre 2016 al 14 feb­bra­io 2017, ha vi­sto le Gallerie de­gli Uffizi in­sie­me a First Social Life, la Fondazione Falcone ed Open Group inau­gu­ra­re la nuo­va Aula Magliabechiana con l’esposizione La Tutela tri­co­lo­re. I cu­sto­di dell’identità cul­tu­ra­le.

In Fidelis l’Arma dei Carabinieri con il sup­por­to dell’Aeronautica Militare e il pa­tro­ci­nio del Senato del­la Repubblica, as­sie­me al Comando Tutela Patrimonio Culturale, il MiBACT e la Regione Siciliana, in part­ner­ship con First Social Life, la Fondazione Falcone ed Open Group, ti­to­la­ri del­la pro­du­zio­ne com­ples­si­va, han­no col­la­bo­ra­to per la di­fe­sa del pa­tri­mo­nio cul­tu­ra­le che è ra­di­ce dell’identità sto­ri­ca dei po­po­li e per ono­ra­re il pa­tri­mo­nio mo­ra­le e ci­vi­le rap­pre­sen­ta­to da uo­mi­ni che han­no mes­so la pro­pria vi­ta al ser­vi­zio dell’interesse co­mu­ne e del­la di­fe­sa del­la le­ga­li­tà con­tro la cri­mi­na­li­tà e le ma­fie.

Fidelis è il pri­mo pro­get­to espo­si­ti­vo rea­liz­za­to in due se­di straor­di­na­rie:

l’Aula bun­ker del car­ce­re dell’Ucciardone, se­de giu­di­zia­ria sto­ri­ca del Maxiprocesso a Cosa Nostra, il 23 mag­gio 2017, nel 25° an­ni­ver­sa­rio del­la stra­ge di Capaci e di via D’Amelio, do­ve per­se­ro la vi­ta Giovanni Falcone, Francesca Morvillo, Paolo Borsellino e i ri­spet­ti­vi agen­ti di scor­ta (l’allestimento spe­cia­le ha avu­to luo­go nel­le gab­bie ri­ser­va­te agli im­pu­ta­ti nei pro­ces­si di ma­fia);

la Caserma “Bonsignore Dalla Chiesa” del­la Legione Sicilia dell’Arma dei Carabinieri, dal 23 mag­gio al 10 set­tem­bre 2017 (in se­gui­to pro­ro­ga­ta fi­no al 4 no­vem­bre 2017), per il 35° an­ni­ver­sa­rio dell’uccisione del Prefetto, già Generale dell’Arma, Carlo Alberto Dalla Chiesa.

Le ope­re d’arte re­cu­pe­ra­te dal Comando TPC, ca­po­la­vo­ri re­sti­tui­ti che van­no dal Tintoretto del Museo di Castelvecchio di Verona al Van Gogh del­la Galleria Nazionale di Arte Moderna di Roma, dal Crocifisso in avo­rio dell’Algardi al­le me­ra­vi­glio­se te­sti­mo­nian­ze ar­cheo­lo­gi­che del Museo Nazionale Romano di Palazzo Massimo a Roma, as­sie­me al Concerto di Bartolomeo Manfredi, te­la sfre­gia­ta nel­la stra­ge dei Georgofili e poi par­zial­men­te re­cu­pe­ra­ta, han­no com­po­sto un ori­gi­na­le ed ir­ri­pe­ti­bi­le per­cor­so al­le­sti­to tra l’Aula giu­di­zia­ria e la Caserma dell’Arma.

Desideriamo ri­vol­ge­re un sen­ti­to rin­gra­zia­men­to al­la Regione Siciliana, ai mu­sei e al­le al­tre isti­tu­zio­ni coin­vol­te, agli stu­den­ti che nu­me­ro­sis­si­mi da tut­ta la Sicilia so­no ve­nu­ti a vi­si­ta­re la mo­stra, a tut­ti i no­stri ospi­ti, ai si­ci­lia­ni e al­le per­so­ne dell’Arma che con il lo­ro pre­zio­sis­si­mo sup­por­to ci so­no sta­ti vi­ci­ni in que­sti me­si.

I nu­me­ri:

12.000 vi­si­ta­to­ri

47 scuo­le si­ci­lia­ne

la 46° Brigata Aerea di Pisa con l’impiego di due C-27J e un C-130J dell’Aeronautica Militare per tra­spor­ta­re le ope­re re­cu­pe­ra­te dai Carabinieri dell’Arte.

La Regione Siciliana ha in­te­so spo­sa­re ap­pie­no que­sto pro­get­to pro­muo­ven­do di­ret­ta­men­te a Palazzo Ajutamicristo in Palermo un’ulteriore espo­si­zio­ne con­clu­sa­si sa­ba­to 11 no­vem­bre dal ti­to­lo: Arte re­sti­tui­ta –  Arte ri­tro­va­ta.


FIDELIS

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Istallazione straor­di­na­ria – Aula Bunker 23 mag­gio 2017

Caserma dei Carabinieri “Bonsignore-Dalla Chiesa” – 23 mag­gio, 10 set­tem­bre 2017

L’Arma dei Carabinieri in col­la­bo­ra­zio­ne con il Ministero dei Beni e del­le Attività Culturali e del Turismo e la Regione Siciliana Assessorato dei Beni Culturali e dell’Identità Siciliana, con il con­tri­bu­to dell’Aeronautica Militare, ha pro­mos­so Fidelis, espo­si­zio­ne in­se­ri­ta nel pro­get­to più am­pio “Le cit­tà del­la fi­du­cia”, te­so a pro­muo­ve­re la cul­tu­ra del­la re­spon­sa­bi­li­tà so­cia­le e del­la le­ga­li­tà nel Mediterraneo.

Fidelis è una pro­du­zio­ne a cu­ra ge­ne­ra­le del­la Fondazione Falcone, First Social Life, Open Group

E’ del tut­to ec­ce­zio­na­le che una mo­stra di ope­re co­sì im­por­tan­ti si svol­ga in una ca­ser­ma ope­ra­ti­va dell’Arma. Questo an­ti­co com­ples­so mi­li­ta­re chia­ma­to da tut­ti, a Palermo, “la ca­ser­ma del Generale Dalla Chiesa” – per­ché in que­sto luo­go Carlo Alberto fu Comandante del­la Legione Carabinieri Sicilia – è sim­bo­lo, per la cit­tà e per il Paese, del con­tra­sto vin­cen­te del­lo Stato con­tro “Cosa Nostra”.

La mo­stra è de­di­ca­ta a Giovanni Falcone – as­sas­si­na­to a Capaci il 23 mag­gio del 1992 in­sie­me al­la mo­glie Francesca Morvillo e a Vito Schifani, Rocco Dicillo e Antonio Montinaro, del­la Polizia di Stato in ser­vi­zio di scor­ta – a Paolo Borsellino – as­sas­si­na­to il 19 lu­glio  del 1992, con gli agen­ti di Polizia di Stato in ser­vi­zio di scor­ta Agostino Catalano, Emanuela Loi, Vincenzo Li Muli, Walter Eddie Cosina e Claudio Traina – e a Carlo Alberto Dalla Chiesa – Vice Comandante Generale dei Carabinieri e Prefetto di Palermo, uc­ci­so il 3 set­tem­bre del 1982 in­sie­me al­la mo­glie Emanuela Setti Carraro e al po­li­ziot­to Domenico Russo, in ser­vi­zio di scor­ta – e in spe­cial mo­do al lo­ro la­vo­ro, fer­ti­le di ec­ce­zio­na­li e in­no­va­ti­ve in­tui­zio­ni in­ve­sti­ga­ti­ve, tec­ni­che e cul­tu­ra­li, che co­sti­tui­sco­no tut­to­ra esem­pla­ri mo­del­li per le at­ti­vi­tà del­lo Stato nel­la lot­ta al­la cri­mi­na­li­tà or­ga­niz­za­ta. 

Il pro­get­to com­ples­si­vo, co­me la stes­sa espo­si­zio­ne, rap­pre­sen­ta un mo­del­lo di pro­du­zio­ne cul­tu­ra­le eu­ro­peo in cui si fon­do­no e si for­ti­fi­ca­no vir­tuo­se si­ner­gie tra isti­tu­zio­ni sta­ta­li, isti­tu­zio­ni lo­ca­li, real­tà so­cia­li e as­so­cia­ti­ve, isti­tu­zio­ni ban­ca­rie, im­pre­se, il sin­da­ca­to e la coo­pe­ra­zio­ne per un con­cre­to pat­to ci­vi­le per la le­ga­li­tà e per la tu­te­la del pa­tri­mo­nio cul­tu­ra­le.

L’intero pro­get­to vuol es­se­re, quin­di, un con­tri­bu­to for­te al­la ri­na­sci­ta di tut­ta la co­mu­ni­tà pa­ler­mi­ta­na, si­ci­lia­na e na­zio­na­le, per una rea­le di­fe­sa del pro­prio pa­tri­mo­nio cul­tu­ra­le, an­ti­co e mo­der­no. E’ un esem­pio con­cre­to di azio­ne di re­spon­sa­bi­li­tà so­cia­le, una spe­ri­men­ta­zio­ne di coo­pe­ra­zio­ne ci­vi­le e nel con­tem­po di una nuo­va tan­gi­bi­le for­ma di “eco­no­mia del­la co­no­scen­za”.

Le ope­re espo­ste so­no il ri­sul­ta­to dell’importante e com­ples­sa at­ti­vi­tà che svol­ge da qua­si cinquant’anni quo­ti­dia­na­men­te il Comando Tutela Patrimonio Culturale, in si­ner­gia con le al­tre ar­ti­co­la­zio­ni dell’Arma e con il so­ste­gno del MiBACT. 

Il va­lo­ro­so e spe­ci­fi­co im­pe­gno in­ve­sti­ga­ti­vo pro­fu­so nel­le nu­me­ro­sis­si­me ope­ra­zio­ni di re­cu­pe­ro di be­ni cul­tu­ra­li – du­ra­te spes­so an­ni – ve­de al cen­tro “i Carabinieri dell’arte”, le don­ne e gli uo­mi­ni dell’Arma, esem­pio an­co­ra uni­co a li­vel­lo in­ter­na­zio­na­le di ef­fi­ca­cia e pro­fes­sio­na­li­tà, pun­to di ri­fe­ri­men­to in ma­te­ria per le po­li­zie di tut­ti i Paesi stra­nie­ri. La Banca Dati del Comando – nel­la qua­le so­no con­te­nu­te mi­lio­ni di in­for­ma­zio­ni foto-descrittive di be­ni cul­tu­ra­li, stru­men­ti mu­si­ca­li, mo­bi­li, li­bri an­ti­chi, pre­zio­si be­ni de­vo­zio­na­li e di cul­to, tra­fu­ga­ti e com­mer­cia­ti in de­ci­ne e de­ci­ne di an­ni, per i qua­li non si fer­ma mai la co­stan­te at­ti­vi­tà di ri­cer­ca – è la più va­sta del mon­do, e ispi­ra­tri­ce di quel­la di Interpol.

Questo lun­ghis­si­mo la­vo­ro di in­ve­sti­ga­zio­ne e re­cu­pe­ro, in que­sto ca­so per la gran par­te svol­to in Sicilia, può es­se­re te­sti­mo­nia­to dal­la Testa di Ade, og­gi con­ser­va­ta nell’importante Museo Archeologico di Aidone, nel cuo­re dell’Isola. L’eccezionale ope­ra in ter­ra­cot­ta, fu tra­fu­ga­ta nell’area ar­cheo­lo­gi­ca di Morgantina, ad Aidone, in pro­vin­cia di Enna ne­gli an­ni Settanta, ven­du­ta il­le­ci­ta­men­te al Paul Getty Museum ed espo­sta nel­la se­de di Malibù, in California, fi­no al suo re­cu­pe­ro. Il dot­tor Francesco Rio, Sostituto Procuratore di Enna, ti­to­la­re del­le in­da­gi­ni, è l’autore del­la ro­ga­to­ria in­ter­na­zio­na­le che, nel 2014, ha con­sen­ti­to la re­sti­tu­zio­ne del­la Testa di Ade e, gra­zie al la­vo­ro in­ve­sti­ga­ti­vo del Nucleo Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale di Palermo, che ha ope­ra­to in stret­to con­tat­to con il Dipartimento dei Beni Culturali e dell’Identità Siciliana, il 29 gen­na­io 2016,  si è con­clu­so il lun­go viag­gio di que­sto ca­po­la­vo­ro ine­sti­ma­bi­le, d’epoca el­le­ni­sti­ca, tor­na­to fi­nal­men­te in Sicilia.

Impreziosiscono l’esposizione, tan­te al­tre im­por­tan­tis­si­me ope­re. Tra cui il di­pin­to Il con­cer­to (1610 cir­ca) di Bartolomeo Manfredi, mae­stro di in­fluen­za ca­ra­vag­ge­sca, espo­sto al­le Gallerie de­gli Uffizi, quat­tro di­pin­ti di Tintoretto, ru­ba­ti al mu­seo di Castelvecchio di Verona nel 2015 e re­cu­pe­ra­ti in Ucraina do­po l’arresto di tut­ti gli au­to­ri del fur­to, e il ta­ber­na­co­lo li­gneo, re­cu­pe­ra­to dal­la Chiesa di S. Antonio Abate ad Amatrice e pro­ve­nien­te da­gli in­ter­ven­ti dei “Caschi Blu del­la cul­tu­ra” nel­le zo­ne ter­re­mo­ta­te del Centro Italia. L’importante di­pin­to di Manfredi, un olio su te­la che og­gi so­lo gra­zie al la­bo­rio­so re­stau­ro può es­se­re espo­sto, è sta­to scel­to per que­sta espo­si­zio­ne per l’alto va­lo­re an­che sim­bo­li­co: è tra le ope­re che, nel­la not­te tra il 26 e 27 mag­gio del 1993, fu­ro­no di­strut­te o gra­ve­men­te dan­neg­gia­te dall’esplosione del­la bom­ba che pro­vo­cò la stra­ge ma­fio­sa di via dei Georgofili a Firenze, nel­la qua­le ri­ma­se uc­ci­sa un’intera gio­va­ne fa­mi­glia, con la neo­na­ta Caterina Nencioni.

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