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I Diritti delle Donne – Dossier UPR ottobre 2019

in R:Post/Strumenti sociali

Analisi e Raccomandazioni per la Revisione Universale Periodica (UPR) dell’Italia sui Diritti Umani

Il som­ma­rio del dos­sier:

  • I Diritti del­le DonneContesto Italia
    – Stereotipi e di­scri­mi­na­zio­ne di ge­ne­re
    – Violenza con­tro don­ne, fem­mi­ci­di e ar­mi da fuo­co
    – Violenza sul­le don­ne: pre­ven­zio­ne, pro­te­zio­ne e ne­ces­si­tà di po­li­ti­che in­te­gra­te a li­vel­lo na­zio­na­le e re­gio­na­le
    – Violenza con­tro le don­ne: ac­ces­so al­la giu­sti­zia
    – Salute, di­rit­ti ses­sua­li e ri­pro­dut­ti­vi
    – Catastrofi am­bien­ta­li e sa­lu­te del­le don­ne
    – Accesso del­le don­ne al la­vo­ro e al wel­fa­re
    – Preoccupazioni per il traf­fi­co di es­se­ri uma­ni, im­pat­ti di ge­ne­re del­la ri­spo­sta ai flus­si mi­gra­to­ri
    – Piano di Azione na­zio­na­le Donne Pace e Sicurezza 
    – Impatto sui di­rit­ti uma­ni dei tra­sfe­ri­men­ti di ar­mi in Italia 
    – Spazi del­le don­ne

 

 

 

 

“Ecologia dell’arte” a Roma il 18 ottobre

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  • Ecologia-dellArte.jpg

Giovedì 18 ot­to­bre, il poe­ta e cri­ti­co let­te­ra­rio Plinio Perilli, pre­sen­te­rà pres­so la Scuola dell’Infanzia “Vittorino da Feltre”, il pro­get­to “L’Ecologia dell’Arte”, idea­to dall’artista Teresa Coratella e pro­mos­so dall’Associazione Aci&Galatea-Roma, con il pa­tro­ci­nio di First Social Life.
Un’idea ri­vo­lu­zio­na­ria, do­ve l’arte fun­ge da ca­ta­liz­za­to­re dell’ambiente con un pro­dot­to in­no­va­ti­vo, pre­mia­to tra le in­ven­zio­ni green che pos­so­no cam­bia­re il mon­do: Airlite, una pit­tu­ra mangia-smog, che eli­mi­na l’inquinamento dell’aria, crea­ta dal bo­lo­gne­se Massimo Bernardoni.
Protagonisti di que­sta ini­zia­ti­va sa­ran­no im­por­tan­ti ar­ti­sti con­tem­po­ra­nei, tra cui: Claudio Bianchi, Tommaso Cascella, Teresa e Rossana Coratella, Salvatore Dominelli, Tancredi Fornasetti, Nina Maroccolo e Fabio Nicotera: tut­ti en­tra­ti a far par­te del­la col­le­zio­ne uf­fi­cia­le del­la Banca d’Italia, e che con­tri­bui­ran­no con que­sta pit­tu­ra mangia-smog al­la rea­liz­za­zio­ne di ope­re per­ma­nen­ti di va­rio ge­ne­re, e con va­rie for­me espres­si­ve.

Rita Borsellino, la lotta per la verità

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Dove sa­rem­mo og­gi se do­po le stra­gi dell’estate del 1992 le don­ne, le so­rel­le di Paolo Borsellino e di Giovanni Falcone non aves­se­ro as­sun­to su lo­ro stes­se la re­spon­sa­bi­li­tà del­la me­mo­ria, del­la ri­cer­ca in­ces­san­te del­la ve­ri­tà, del­la cul­tu­ra dell’antimafia? Dove sa­rem­mo og­gi se que­ste fi­gu­re fem­mi­ni­li, pie­ne di ve­ra ener­gia non aves­se­ro pre­so per ma­no la rea­zio­ne di un po­po­lo, ac­com­pa­gnan­do­lo in un per­cor­so di ri­ge­ne­ra­zio­ne ci­vi­le, di fi­du­cia?
Sono tra­scor­se ven­ti­sei esta­ti per Rita Borsellino, an­ni d’impegno sen­za ri­spar­mio, non ce ne sa­ran­no al­tre.
Ricordando le pa­ro­le del fra­tel­lo Paolo, si è bat­tu­ta per­ché: “La lot­ta al­la ma­fia dev’essere in­nan­zi­tut­to un mo­vi­men­to cul­tu­ra­le che abi­tui tut­ti a sen­ti­re la bel­lez­za del fre­sco pro­fu­mo del­la li­ber­tà che si op­po­ne al puz­zo del com­pro­mes­so mo­ra­le, dell’indifferenza, del­la con­ti­gui­tà e quin­di del­la com­pli­ci­tà.”
Questa re­spon­sa­bi­li­tà è ca­ra a tut­ti noi, rap­pre­sen­ta il sen­so stes­so del­lo Stato, del­le Istituzioni, del­la cit­ta­di­nan­za.
Ventisei an­ni al fem­mi­ni­le, in di­fe­sa del­la ve­ri­tà, con­sa­pe­vo­le dell’importanza del ruo­lo del­le don­ne per la pa­ce e per la giu­sti­zia. Con le sue gam­be han­no viag­gia­to le idee di Paolo.

Oggi, il pen­sie­ro di First Social Life, tor­na al 2014, a Strasburgo, do­ve con il “Centro Studi Sociali con­tro le ma­fie. Progetto San Francesco”, as­sie­me al­la “Carovana Antimafie”, na­ta con il con­tri­bu­to di Rita Borsellino, ri­ce­vet­te il Premio Giovanni Falcone. Oggi ri­vi­via­mo l’energia po­si­ti­va, la vo­glia di fa­re di quel gior­no e con­so­li­dia­mo le ra­gio­ni per an­da­re avan­ti.

Fidelis – Opere dell’arte restituita

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A Palermo lo scor­so 4 no­vem­bre si è con­clu­sa la se­con­da tap­pa del pro­get­to Fidelis, un’esperienza di pro­du­zio­ne cul­tu­ra­le e ar­ti­sti­ca uni­ca in Europa.

La pri­ma par­te, svol­ta­si a Firenze dal 20 di­cem­bre 2016 al 14 feb­bra­io 2017, ha vi­sto le Gallerie de­gli Uffizi in­sie­me a First Social Life, la Fondazione Falcone ed Open Group inau­gu­ra­re la nuo­va Aula Magliabechiana con l’esposizione La Tutela tri­co­lo­re. I cu­sto­di dell’identità cul­tu­ra­le.

In Fidelis l’Arma dei Carabinieri con il sup­por­to dell’Aeronautica Militare e il pa­tro­ci­nio del Senato del­la Repubblica, as­sie­me al Comando Tutela Patrimonio Culturale, il MiBACT e la Regione Siciliana, in part­ner­ship con First Social Life, la Fondazione Falcone ed Open Group, ti­to­la­ri del­la pro­du­zio­ne com­ples­si­va, han­no col­la­bo­ra­to per la di­fe­sa del pa­tri­mo­nio cul­tu­ra­le che è ra­di­ce dell’identità sto­ri­ca dei po­po­li e per ono­ra­re il pa­tri­mo­nio mo­ra­le e ci­vi­le rap­pre­sen­ta­to da uo­mi­ni che han­no mes­so la pro­pria vi­ta al ser­vi­zio dell’interesse co­mu­ne e del­la di­fe­sa del­la le­ga­li­tà con­tro la cri­mi­na­li­tà e le ma­fie.

Fidelis è il pri­mo pro­get­to espo­si­ti­vo rea­liz­za­to in due se­di straor­di­na­rie:

l’Aula bun­ker del car­ce­re dell’Ucciardone, se­de giu­di­zia­ria sto­ri­ca del Maxiprocesso a Cosa Nostra, il 23 mag­gio 2017, nel 25° an­ni­ver­sa­rio del­la stra­ge di Capaci e di via D’Amelio, do­ve per­se­ro la vi­ta Giovanni Falcone, Francesca Morvillo, Paolo Borsellino e i ri­spet­ti­vi agen­ti di scor­ta (l’allestimento spe­cia­le ha avu­to luo­go nel­le gab­bie ri­ser­va­te agli im­pu­ta­ti nei pro­ces­si di ma­fia);

la Caserma “Bonsignore Dalla Chiesa” del­la Legione Sicilia dell’Arma dei Carabinieri, dal 23 mag­gio al 10 set­tem­bre 2017 (in se­gui­to pro­ro­ga­ta fi­no al 4 no­vem­bre 2017), per il 35° an­ni­ver­sa­rio dell’uccisione del Prefetto, già Generale dell’Arma, Carlo Alberto Dalla Chiesa.

Le ope­re d’arte re­cu­pe­ra­te dal Comando TPC, ca­po­la­vo­ri re­sti­tui­ti che van­no dal Tintoretto del Museo di Castelvecchio di Verona al Van Gogh del­la Galleria Nazionale di Arte Moderna di Roma, dal Crocifisso in avo­rio dell’Algardi al­le me­ra­vi­glio­se te­sti­mo­nian­ze ar­cheo­lo­gi­che del Museo Nazionale Romano di Palazzo Massimo a Roma, as­sie­me al Concerto di Bartolomeo Manfredi, te­la sfre­gia­ta nel­la stra­ge dei Georgofili e poi par­zial­men­te re­cu­pe­ra­ta, han­no com­po­sto un ori­gi­na­le ed ir­ri­pe­ti­bi­le per­cor­so al­le­sti­to tra l’Aula giu­di­zia­ria e la Caserma dell’Arma.

Desideriamo ri­vol­ge­re un sen­ti­to rin­gra­zia­men­to al­la Regione Siciliana, ai mu­sei e al­le al­tre isti­tu­zio­ni coin­vol­te, agli stu­den­ti che nu­me­ro­sis­si­mi da tut­ta la Sicilia so­no ve­nu­ti a vi­si­ta­re la mo­stra, a tut­ti i no­stri ospi­ti, ai si­ci­lia­ni e al­le per­so­ne dell’Arma che con il lo­ro pre­zio­sis­si­mo sup­por­to ci so­no sta­ti vi­ci­ni in que­sti me­si.

I nu­me­ri:

12.000 vi­si­ta­to­ri

47 scuo­le si­ci­lia­ne

la 46° Brigata Aerea di Pisa con l’impiego di due C-27J e un C-130J dell’Aeronautica Militare per tra­spor­ta­re le ope­re re­cu­pe­ra­te dai Carabinieri dell’Arte.

La Regione Siciliana ha in­te­so spo­sa­re ap­pie­no que­sto pro­get­to pro­muo­ven­do di­ret­ta­men­te a Palazzo Ajutamicristo in Palermo un’ulteriore espo­si­zio­ne con­clu­sa­si sa­ba­to 11 no­vem­bre dal ti­to­lo: Arte re­sti­tui­ta –  Arte ri­tro­va­ta.


Nella fo­to: il Presidente del­la Repubblica Sergio Mattarella e il Ministro dell’Interno Marco Minniti con il Presidente Onorario di First Social Life Giulio Romani nel gior­no del­la Visita di Stato al­la mo­stra Fidelis a Palermo.

(Per gen­ti­le con­ces­sio­ne dell’Ufficio Cerimoniale del Comando Generale dell’Arma dei Carabinieri)

Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella a Fidelis per la cerimonia di commemorazione del 35° anniversario dell’uccisione del generale dalla Chiesa.

in R:Post/Varia

La se­ra del 3 set­tem­bre 1982 al­le 21.15, do­po ap­pe­na 100 gior­ni dal suo in­se­dia­men­to qua­le Prefetto di Palermo, ve­ni­va bar­ba­ra­men­te tru­ci­da­to a col­pi di ka­la­sh­ni­kov il ge­ne­ra­le Carlo Alberto dal­la Chiesa, già Vice Comandante Generale dell’Arma dei Carabinieri; in­sie­me a lui la mo­glie Emanuela Setti Carraro, spo­sa­ta il 12 lu­glio 1982 e l’agente di scor­ta Domenico Russo.

Il Presidente del­la Repubblica Sergio Mattarella nell’ambito del­la com­me­mo­ra­zio­ne per il 35° an­ni­ver­sa­rio dell’uccisione del ge­ne­ra­le dal­la Chiesa, do­po aver de­po­sto una co­ro­na d’alloro in via Isidoro Carini, luo­go dell’agguato ma­fio­so, ha par­te­ci­pa­to al­la mes­sa of­fi­cia­ta dall’Arcivescovo me­tro­po­li­ta di Palermo, Mons. Corrado Lorefice pres­so la Chiesa di San Giacomo dei Militari nel­la Caserma dei Carabinieri del Comando Legione Sicilia, se­de del­la mo­stra “Fidelis”, rea­liz­za­ta dall’Arma dei Carabinieri in col­la­bo­ra­zio­ne con il Ministero dei Beni e del­le Attività Culturali e del Turismo, la Regione Siciliana e l’Aeronautica Militare con la Fondazione Falcone, First Social Life e Open Group.

Il Presidente del­la Repubblica, in­sie­me ai fi­gli del ge­ne­ra­le dal­la Chiesa, Rita, Nando e Simona, al­la ve­do­va dell’agente Russo, Filomena Rizzo con i fi­gli Antonio e Dino, al Presidente del Senato, Pietro Grasso, al Ministro dell’Interno, Marco Minniti, al Comandante Generale dell’Arma dei Carabinieri, Tullio Del Sette e a nu­me­ro­se au­to­ri­tà lo­ca­li ci­vi­li e mi­li­ta­ri ha poi pro­se­gui­to il per­cor­so espo­si­ti­vo in Sala Niglio espri­men­do vi­vo ap­prez­za­men­to e gran­de ri­co­no­scen­za per il pro­get­to cul­tu­ra­le ed espo­si­ti­vo “Fidelis”.

23 maggio

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Alle 17.55 del 23 mag­gio del 1992, cen­ti­na­ia di chi­li di tri­to­lo si­ste­ma­ti in un tun­nel di sco­lo del­le ac­que pio­va­ne, sot­to la car­reg­gia­ta dell’autostrada che col­le­ga l’aeroporto di Punta Raisi con il ca­po­luo­go, esplo­de­va­no, as­sas­si­nan­do Vito Schifani, Rocco Dicillo, Antonio Montinaro agen­ti di Polizia di scor­ta a Giovanni Falcone e a sua mo­glie Francesca Morvillo. Il giu­di­ce, con sua mo­glie mo­ri­ran­no nel­le ore suc­ces­si­ve. Sopravvissero so­la­men­te Angelo Corbo, Paolo Capuzza e Gaspare Cervello, le cui sof­fe­ren­ze, non so­lo fi­si­che, non fi­ni­ro­no mai fi­no ad og­gi. Oggi, ven­ti­quat­tro an­ni do­po, in que­sta Aula Bunker – co­strui­ta esat­ta­men­te trent’anni fa per ospi­ta­re il Maxiprocesso con­tro Cosa Nostra – gre­mi­ta di au­to­ri­tà e di gio­va­ni, la Fondazione Falcone, con Maria Falcone al­la Presidenza, sot­to­li­nea, in mo­do ine­qui­vo­ca­bi­le, che la me­mo­ria è un con­trat­to di re­spon­sa­bi­li­tà so­cia­le, di im­pe­gno cul­tu­ra­le, di pas­sio­ne ci­vi­le, di azio­ne po­li­ti­ca con­tro il si­ste­ma eco­no­mi­co del­la ma­fia e de­gli ami­ci dei ma­fio­si, all’apparenza ma­ga­ri ri­spet­ta­bi­li.

Proprio que­sto gran­de la­vo­ro lun­go an­ni, del­la Fondazione Falcone, ha sem­pre te­nu­to fer­mo il ti­mo­ne sul va­lo­re del­la co­no­scen­za e dell’educazione ci­vi­le del­le nuo­ve ge­ne­ra­zio­ni, pri­mo pas­so con­cre­to con­tro le ma­fie, pon­te tra il la­vo­ro di Giovanni Falcone e l’impegno più at­tua­le con­tro la zo­na gri­gia de­gli af­fa­ri cri­mi­na­li. Le pri­me vit­ti­me, in­fat­ti, dell’azione eco­no­mi­ca e cul­tu­ra­le del­le ma­fie so­no pro­prio il pro­gres­so de­mo­cra­ti­co del­le co­mu­ni­tà e il mon­do del la­vo­ro. In que­sti an­ni, con mi­lio­ni di gio­va­ni coin­vol­ti – so­lo quest’anno ol­tre 350 scuo­le coin­vol­te in tut­ta Italia – la Fondazione Falcone ha vin­to la sfi­da so­cia­le, an­che se la guer­ra ai clan, e ai col­la­bo­ra­to­ri ina­mi­da­ti dei boss, non può dir­si cer­to fi­ni­ta.

Quest’anno, First Social Life è pre­sen­te a Palermo, per do­ve­re mo­ra­le e po­li­ti­co ma an­che per si­gla­re la nuo­va al­lean­za pro­get­tua­le di lun­go pe­rio­do con la Fondazione Falcone. Giulio Romani con Giacinto Palladino, pre­sen­ti in Aula Bunker, so­no ar­ri­va­ti con Giusi Nicolini, la co­rag­gio­sis­si­ma sin­da­co di Lampedusa, chiu­den­do co­sì il cer­chio del­la re­spon­sa­bi­li­tà so­cia­le di tut­ti: First Social Life con il co­mu­ne di Lampedusa, con il Comitato 3 ot­to­bre e con la Fondazione Falcone (pri­mo so­cial part­ner), apri­rà la pri­ma espo­si­zio­ne “ver­so il mu­seo del­la fi­du­cia e del dia­lo­go per il me­di­ter­ra­neo”, il pros­si­mo 3 giu­gno, con­tem­po­ra­nea­men­te al Museo Archeologico del­le Pelagie.

Un pro­get­to mai ten­ta­to pri­ma, pos­si­bi­le gra­zie all’impegno co­rag­gio­sis­si­mo di in­te­re par­ti del­lo Stato, ma an­che sin­go­le don­ne e uo­mi­ni, sen­ten­do il pro­prio ruo­lo per il pro­get­to ben ol­tre il do­ve­re isti­tu­zio­na­le: la Soprintendente ai Beni Culturali e Archelogici di Caterina Greco, Marcello Tagliente del Mibact.

Un pro­get­to a co­sto ze­ro, tut­to so­ste­nu­to da part­ner eco­no­mi­ci pri­va­ti, del mon­do coo­pe­ra­ti­vo bo­lo­gne­se e di una ban­ca im­por­tan­te co­me Cariparma/Credit Agricole (Bank Partner), ma so­pra­tut­to pos­si­bi­le gra­zie all’impegno di­ret­to dei Carabinieri e dell’Aeronautica Militare.

Proprio in que­sto gior­no, do­ve la me­mo­ria si fa con­trat­to di re­spon­sa­bi­li­tà per il fu­tu­ro, que­sta è una pic­co­la di­mo­stra­zio­ne del­la gran­de in­no­va­zio­ne di Giovanni Falcone: uni­tà to­ta­le tra Stato, Forze dell’Ordine, cul­tu­ra e im­pre­se per­be­ne pos­so­no vin­ce­re le ma­fie.

Alessandro de Lisi

Un filo rosso

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Lampedusa 18 mag­gio 2016
Oggi First Social Life, co­min­cian­do i la­vo­ri ne­gli spa­zi del Museo Storico e Archeologico del­le Isole Pelagie, ha aper­to il can­tie­re del­la fi­du­cia. Grazie a Caterina Greco, Soprintendente per i Beni Archeologici del­la Provincia di Agrigento, a Carlo Vermiglio, Assessore Regionale dei Beni Culturali e dell’Identità si­ci­lia­na, in­sie­me a Giusi Nicolini (Sindaco co­rag­gio­sis­si­mo di Lampedusa e Linosa) le im­pre­se e i lo­ro col­la­bo­ra­to­ri han­no po­tu­to ini­ziare l’opera di co­stru­zio­ne de­gli al­le­sti­men­ti. Un fi­lo ros­so le­ga le sto­rie po­po­la­ri di que­sti pro­get­ti so­cia­li com­ples­si, im­pre­se del ter­ri­to­rio di Casal di Principe, Rino Di Bona ad esem­pio ne è un pro­ta­go­ni­sta, con in te­sta gli ar­chi­tet­ti Costantino Diana, Raffaele Semonella e Giuseppe Diana, che han­no re­so pos­si­bi­le “La lu­ce vin­ce l’ombra – gli Uffizi a Casal di Principe”, so­no nell’isola, an­che per que­sta nuo­va real­tà. Un pro­get­to di eco­no­mia del­la co­no­scen­za, per la pri­ma vol­ta in Europa, da­rà vi­ta al più im­por­tan­te mu­seo coo­pe­ra­ti­vo del Mediterraneo gra­zie al so­ste­gno di part­ner pri­va­ti im­pe­gna­ti di­ret­ta­men­te nel­la pro­du­zio­ne. Prossima tap­pa, im­bal­lag­gio del­le ope­re e poi in viag­gio ver­so Lampedusa da Firenze, Marsiglia, Venezia, Cinisello Balsamo, Reggio Emilia, Bologna, Palermo, Agrigento, Tunisi fi­no a qui, nel cuo­re del­la no­stra re­spon­sa­bi­li­tà.

Marsiglia

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Marsiglia, cit­tà d’arte e di cul­tu­ra, cit­tà fa­ro del Mediterraneo fon­da­ta ver­so il 600 a.C. da co­lo­ni gre­ci è una por­ta aper­ta. Sul mon­do, su­gli al­tri.
Il MuCEM, le Musée des Civilisations de l’Europe et de la Mediterranée, im­per­di­bi­le in quan­to sim­bo­lo del Rinascimento mar­si­glie­se, ci se­du­ce con la sua in­cre­di­bi­le ar­chi­tet­tu­ra, 17 mi­la me­tri qua­dra­ti di ve­tro e ce­men­to che una pas­se­rel­la col­le­ga al vec­chio Fort Saint-Jean fa­cen­do­ci com­pie­re un me­ra­vi­glio­so viag­gio nel tem­po.
Il più im­por­tan­te mu­seo del­le cul­tu­re e del­le iden­ti­tà del Mediterraneo in Europa, in­si­gni­to del Premio mu­seo 2015 del Consiglio d’Europa, sor­ge a fi­lo d’acqua all’entrata del por­to vec­chio, frut­to di un pro­fon­do e ra­di­ca­le rin­no­va­men­to, di una sfi­da vin­ta da Marsiglia nel 2013, quan­do qua­le ca­pi­ta­le eu­ro­pea del­la cul­tu­ra ha ri­for­ma­to gli spa­zi ur­ba­ni de­gra­da­ti del va­stis­si­mo “vec­chio por­to” e da­to vi­ta al mo­der­no po­lo cul­tu­ra­le plu­ri­di­sci­pli­na­re do­ve an­tro­po­lo­gia, sto­ria, ar­cheo­lo­gia, sto­ria dell’arte e ar­te con­tem­po­ra­nea si in­cro­cia­no.
First Social Life nel per­se­gui­re il pro­get­to di pro­mo­zio­ne del­la re­spon­sa­bi­li­tà so­cia­le nel­la co­stru­zio­ne di un mo­del­lo eco­no­mi­co so­ste­ni­bi­le e ac­cor­to al­le per­so­ne e all’ambiente, ha con­clu­so a Marsiglia l’intesa ge­ne­ra­le che por­te­rà ope­re del MuCEM al Museo del­la Fiducia e del Dialogo per il Mediterraneo a Lampedusa.
L’incontro, ri­chie­sto da First Social Life, at­tra­ver­so i cu­ra­to­ri ge­ne­ra­li del Progetto, Giacinto Palladino e Alessandro de Lisi, si è svol­to con la re­gia di Eike Schmidt, il di­ret­to­re sim­bo­lo del­la ri­for­ma Franceschini, og­gi a gui­da del­le Gallerie de­gli Uffizi, po­lo mu­sea­le ca­po­fi­la del Progetto.
Per il MuCEM, che ha ri­spo­sto con gran­de in­te­res­se, han­no par­te­ci­pa­to: il Presidente Jean-François Chougnet, il Capo del­le Relazioni Internazionali Mikaël Mohamed, il Direttore scien­ti­fi­co e del­le col­le­zio­ni e “Conservatore” del pa­tri­mo­nio Zeev Gourarier, a sot­to­li­nea­re il va­lo­re e l’importanza dell’unione tra isti­tu­zio­ni cul­tu­ra­li in­ter­na­zio­na­li per crea­re a Lampedusa il po­lo cul­tu­ra­le più a sud d’Europa, cro­ce­via del­le ci­vil­tà e del­le ra­di­ci co­mu­ni dei po­po­li del Mediterraneo.
A lo­ro First Social Life e le Gallerie de­gli Uffizi, con Marta Onali e Angela Agresta, han­no po­tu­to espri­me­re a no­me di tut­ti i part­ner coin­vol­ti, in pri­mis il Comitato 3 ot­to­bre e la Fondazione Giovanni e Francesca Falcone, l’istanza di un coin­vol­gi­men­to del MuCEM nel­la co­stru­zio­ne par­te­ci­pa­ta del pro­get­to più com­ples­si­vo.
Così Eike Schmidt du­ran­te la pre­sen­ta­zio­ne mar­si­glie­se del pro­get­to di Lampedusa:
“Si vuo­le met­te­re in­sie­me e far la­vo­ra­re uni­ti gran­di isti­tu­ti mu­sea­li del­lo Stato e di Paesi stra­nie­ri, in­sie­me a im­por­tan­ti part­ner eco­no­mi­ci, co­me Coop Italia ad esem­pio, per un si­ste­ma di pro­du­zio­ne cul­tu­ra­le in­no­va­ti­vo e po­li­ti­co, a so­ste­gno del­la co­mu­ni­tà di Lampedusa e del suo co­rag­gio­sis­si­mo sin­da­co Giusi Nicolini, ugual­men­te vuo­le es­se­re un tri­bu­to al­le tan­te per­so­ne, ai pro­fu­ghi, sen­za no­me o quel­li il cui no­me è emer­so al mar­gi­ne del­la sto­ria co­me il pic­co­lo Aylan. Adesso toc­ca al­la mi­glio­re par­te del­la co­mu­ni­tà ita­lia­na rea­gi­re e ade­ri­re a que­sto no­stro col­let­ti­vo im­pe­gno”.
Giulio Romani, pre­si­den­te ono­ra­rio di First Social Life:
“Sono con­vin­to che il mon­do del la­vo­ro sa­prà so­ste­ne­re, in mo­do di­ver­so e au­to­no­mo, il pro­get­to del­la no­stra as­so­cia­zio­ne con il co­mu­ne di Lampedusa e Linosa, che è vi­vo gra­zie all’adesione di real­tà sto­ri­che im­por­tan­tis­si­me del­la so­cie­tà ci­vi­le, co­me il Comitato 3 ot­to­bre e la Fondazione Falcone, e di cit­tà pre­sti­gio­se co­me Bologna, Firenze, Reggio Emilia, Venezia e al­tre che si uni­ran­no a noi nei pros­si­mi gior­ni. Questo è uno stru­men­to di con­trat­ta­zio­ne, di pro­gram­ma­zio­ne eco­no­mi­ca e po­li­ti­ca di un nuo­vo mo­del­lo so­cia­le del­la fi­du­cia e del­la tu­te­la dei va­lo­ri fon­dan­ti la no­stra co­mu­ni­tà eu­ro­pea, ani­ma del­la no­stra ca­sa co­mu­ne”.

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