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23 maggio 2020 – Il coraggio di ogni giorno- 28esimo anniversario della Strage di Capaci dedicato agli eroi del quotidiano

                                            COMUNICATO STAMPA

                  #PalermoChiamaItalia – Il co­rag­gio di ogni gior­no          

 

È in­ti­to­la­ta “Il co­rag­gio di ogni gior­no” ed è de­di­ca­ta all’impegno di tut­ti i cit­ta­di­ni che in que­sti me­si di emer­gen­za del Paese, con im­pe­gno e sa­cri­fi­cio, han­no ope­ra­to per il be­ne del­la col­let­ti­vi­tà, la ma­ni­fe­sta­zio­ne or­ga­niz­za­ta dal Ministero dell’Istruzione e dal­la Fondazione Falcone, il 23 mag­gio, per com­me­mo­ra­re le vit­ti­me del­le stra­gi ma­fio­se di Capaci e via D’Amelio. Il pro­gram­ma del­la gior­na­ta è sta­to pre­sen­ta­to nel cor­so di una con­fe­ren­za stam­pa a cui han­no par­te­ci­pa­to il Presidente del­la Rai Marcello Foa, Maria Falcone, Presidente del­la Fondazione Falcone, Tina Montinaro, Presidente dell’associazione Quarto Savona Quindici, il Capo del­la Polizia Franco Gabrielli, il Procuratore na­zio­na­le an­ti­ma­fia Federico Cafiero de Raho, Marcello Ciannamea, Direttore Distribuzione Rai, Roberto Sergio, di­ret­to­re Radio Rai e Lucia Azzolina, Ministra dell’Istruzione.

Le ce­le­bra­zio­ni di que­sto 28esimo an­ni­ver­sa­rio de­gli at­ten­ta­ti ma­fio­si, co­sta­ti la vi­ta al giu­di­ce Giovanni Falcone, al­la mo­glie Francesca Morvillo, al giu­di­ce Paolo Borsellino e agli agen­ti di scor­ta Antonio Montinaro, Rocco Dicillo, Vito Schifani, Agostino Catalano, Walter Eddie Cosina, Vincenzo Li Muli, Emanuela Loi e Claudio Traina, as­su­me­ran­no ne­ces­sa­ria­men­te una for­ma di­ver­sa dal pas­sa­to a cau­sa del­le re­stri­zio­ni ne­ces­sa­rie per con­te­ne­re la dif­fu­sio­ne del vi­rus Covid-19.

“In que­sta dram­ma­ti­ca emer­gen­za – ha spie­ga­to la pro­fes­so­res­sa Falcone – si è scel­to di ce­le­bra­re il co­rag­gio de­gli ita­lia­ni che si so­no mes­si al ser­vi­zio del Paese in uno dei mo­men­ti più dram­ma­ti­ci del­la sua sto­ria re­cen­te. Medici, in­fer­mie­ri, espo­nen­ti del­le for­ze dell’ordine, in­se­gnan­ti, mi­li­ta­ri, vo­lon­ta­ri del­la Protezione ci­vi­le, far­ma­ci­sti, com­mer­cian­ti, ri­der, im­pie­ga­ti dei su­per­mer­ca­ti. Donne e uo­mi­ni che han­no re­so straor­di­na­rio il lo­ro or­di­na­rio im­pe­gno mo­stran­do un’etica del do­ve­re che ri­chia­ma uno dei più gran­di in­se­gna­men­ti che ci ha la­scia­to Giovanni Falcone ”.

Ruolo fon­da­men­ta­le nel rac­con­to di que­sto 23 mag­gio avrà la Rai, or­mai da an­ni “part­ner” del­la Fondazione Falcone e del Ministero dell’Istruzione nel­le com­me­mo­ra­zio­ni del­la stra­ge di Capaci e via D’Amelio, con un pa­lin­se­sto den­so di ap­pun­ta­men­ti -ap­pro­fon­di­men­ti, do­cu­men­ta­ri, film – che par­ti­rà dal 18 mag­gio e cul­mi­ne­rà il 23 mag­gio con due tra­smis­sio­ni in di­ret­ta su Rai Uno: “Uno Mattina in Famiglia” e “ItaliaSì”.

 

“La Rai- ha af­fer­ma­to il pre­si­den­te del­la te­le­vi­sio­ne pub­bli­ca Marcello Foa – par­te­ci­pa con con­vin­zio­ne all’impegno del si­ste­ma Italia con­tro le ma­fie”. Ricordando i gior­ni del­le stra­gi di Capaci e di Via D’Amelio, Foa ha an­che os­ser­va­to: “Sappiamo quan­to quel­le due da­te sia­no im­pres­se nel­la me­mo­ria col­let­ti­va de­gli ita­lia­ni, quan­ta rab­bia su­sci­ta­ro­no in noi. Ma ri­cor­dia­mo an­che lo straor­di­na­rio spi­ri­to che per­va­se il Paese e co­me tut­ti ci strin­gem­mo in­tor­no al­lo Stato che sep­pe ri­spon­de­re con ef­fi­ca­cia al­la sfi­da che gli era sta­ta lan­cia­ta”.

 

La tra­smis­sio­ne “Uno Mattina in Famiglia” si muo­ve­rà tra pas­sa­to e pre­sen­te ri­vi­ven­do vir­tual­men­te il viag­gio che la Nave del­la Legalità, ogni an­no, ha fat­to sal­pan­do da Civitavecchia e rag­giun­gen­do Palermo con a bor­do mi­glia­ia di ra­gaz­zi. Quest’anno, pe­ral­tro, la Nave Splendid del­la SNAV, usa­ta tra­di­zio­nal­men­te per l’evento, è sta­ta tra­sfor­ma­ta in ospe­da­le gal­leg­gian­te per gli am­ma­la­ti di Covid-19. Nel cor­so del pro­gram­ma ver­ran­no rac­col­te le te­sti­mo­nian­ze del­le scuo­le che han­no par­te­ci­pa­to ne­gli an­ni scor­si al viag­gio e i rac­con­ti di do­cen­ti e stu­den­ti che, no­no­stan­te l’emergenza, in que­ste set­ti­ma­ne han­no pro­se­gui­to la di­dat­ti­ca da re­mo­to, di­mo­stran­do che la scuo­la non si è fer­ma­ta e ha rea­gi­to con co­rag­gio e im­pe­gno ar­ri­van­do a rea­liz­za­re espe­rien­ze straor­di­na­rie e so­li­da­li.

Un im­pe­gno sot­to­li­nea­to dal­la Ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina. “La scuo­la -ha sot­to­li­nea­to la Ministra Lucia Azzolina – ha un ruo­lo fon­da­men­ta­le nel­la lot­ta con­tro la ma­fia. In que­sto pe­rio­do spes­so è sta­ta l’unico avam­po­sto di le­ga­li­tà, l’unico ri­fe­ri­men­to per chi vi­ve in am­bien­ti dif­fi­ci­li. E no­no­stan­te le tan­te dif­fi­col­tà, con­ti­nuia­mo a es­se­re im­pe­gna­ti, a bat­te­re pal­mo a pal­mo il ter­ri­to­rio na­zio­na­le per­ché nes­su­no sia la­scia­to in­die­tro”.

 

Nel po­me­rig­gio del 23 mag­gio, nel cor­so del­la tra­smis­sio­ne “ItaliaSì”, ver­ran­no ri­cor­da­ti gli agen­ti ca­du­ti a Capaci e in via D’Amelio con la de­po­si­zio­ne di una co­ro­na di fio­ri pres­so il re­par­to scor­te del­la Caserma Lungaro di Palermo, a cui pren­de­rà par­te Tina Montinaro, mo­glie di Antonio, il ca­po scor­ta del giu­di­ce Falcone. Sono pre­vi­sti inol­tre gli in­ter­ven­ti dei ver­ti­ci del­le isti­tu­zio­ni e di espo­nen­ti del mon­do dell’associazionismo an­ti­ma­fia. Parte fon­da­men­ta­le del­la tra­smis­sio­ne sa­ran­no le vi­deoin­ter­vi­ste e i col­le­ga­men­ti con quan­ti, in que­sto pe­rio­do di emer­gen­za, gior­no do­po gior­no, han­no svol­to e svol­go­no il pro­prio do­ve­re an­che a ri­schio del­la vi­ta, per spi­ri­to di ser­vi­zio.

Alle 17.58, co­me ogni an­no, ma sta­vol­ta sen­za la par­te­ci­pa­zio­ne dei cit­ta­di­ni, ci sa­rà il tra­di­zio­na­le mo­men­to del “Silenzio” sot­to l’Albero Falcone, suo­na­to da un trom­bet­ti­sta del­la Polizia di Stato.

La Fondazione Falcone, vi­sta l’impossibilità di or­ga­niz­za­re cor­tei e ra­du­ni, ha or­ga­niz­za­to in­fi­ne un flash-mob per ri­cor­da­re ed espri­me­re un pen­sie­ro di gra­ti­tu­di­ne a chi, nel­la lot­ta al­la ma­fia, o nel­la du­ra bat­ta­glia con­tro la pan­de­mia, ha fat­to la pro­pria par­te. Nei gior­ni pre­ce­den­ti l’anniversario una se­rie di ar­ti­sti, at­to­ri e mu­si­ci­sti ita­lia­ni con pic­co­li vi­deo, che ver­ran­no tra­smes­si sui ca­na­li so­cial del­la Fondazione Falcone, del mi­ni­ste­ro dell’Istruzione e di PalermoChiamaItalia in­vi­te­ran­no i cit­ta­di­ni ad ap­pen­de­re un len­zuo­lo bian­co dal bal­co­ne di ca­sa e ad af­fac­ciar­si tut­ti in­sie­me al­le 18 del 23 mag­gio.

Il Ministerodell’Istruzione e la Fondazione Falcone rac­con­te­ran­no que­sto 23 mag­gio sui ca­na­li so­cial at­tra­ver­so gli ha­sthag #23maggio2020#PalermoChiamaItalia #FondazioneFalcone e #il­co­rag­gio­dio­gni­gior­no. Per ul­te­rio­ri in­for­ma­zio­ni e det­ta­gli sul pro­gram­ma è pos­si­bi­le con­sul­ta­re la pa­gi­na www.fondazionefalcone.it.

La ma­ni­fe­sta­zio­ne di com­me­mo­ra­zio­ne del­le stra­gi  ma­fio­se del ’92 è pro­mos­sa dal 2002 dal Ministero dell’Istruzione (MI) e dal­la Fondazione Falcone e rien­tra in un per­cor­so pro­mos­so dal Ministero dell’Istruzione per in­co­rag­gia­re nel­le scuo­le at­ti­vi­tà di­dat­ti­che mi­ra­te al­la cul­tu­ra del ri­spet­to e del­la le­ga­li­tà e per una cit­ta­di­nan­za at­ti­va e re­spon­sa­bi­le. #PalermoChiamaItalia è sta­ta rea­liz­za­ta ne­gli an­ni an­che gra­zie al­la fat­ti­va e quo­ti­dia­na col­la­bo­ra­zio­ne for­ni­ta da Polizia di Stato,  Arma dei Carabinieri e Guardia di Finanza. L’evento in que­sti an­ni è an­da­to ar­ric­chen­do­si di im­por­tan­ti con­tri­bu­ti gra­zie agli ac­cor­di fir­ma­ti con l’Autorità Nazionale Anticorruzione (ANAC), la Procura Nazionale Antimafia e Antiterrorismo, il Consiglio Superiore del­la Magistratura (CSM), l’Associazione Nazionale Magistrati (ANM).

Un im­pe­gno con­fer­ma­to an­che quest’anno dal Procuratore Cafiero de Raho, che, nel cor­so del­la con­fe­ren­za stam­pa, ha sot­to­li­nea­to co­me, ap­pro­fit­tan­do del­la cri­si sa­ni­ta­ria che stia­mo vi­ven­do, le ma­fie “ri­cer­chi­no con­sen­so so­cia­le e fac­cia­no re­clu­ta­men­to”. “Le ma­fie ap­pro­fit­ta­no del­la sof­fe­ren­za”, ha ri­cor­da­to il Capo del­la DNA, per af­fer­ma­re che quel­la del 23 mag­gio è “una ce­le­bra­zio­ne quan­to mai im­por­tan­te giac­ché aiu­ta i gio­va­ni a ca­pi­re che i no­stri mo­del­li van­no cer­ca­ti tra chi ha guar­da­to al be­ne co­mu­ne”.

All’emergenza Covid-19 ha fat­to ri­fe­ri­men­to an­che il Capo del­la Polizia Franco Gabrielli. “Viviamo un tem­po so­spe­so – ha os­ser­va­to – e sa­reb­be sta­to sem­pli­ce pas­sa­re ol­tre la da­ta del 23 mag­gio. Invece, la Rai, il Ministero dell’Istruzione e la Fondazione Falcone han­no la­vo­ra­to per an­co­rar­ci a due mo­men­ti che so­no sta­ti tra­gi­ci per la no­stra sto­ria, ma che han­no rap­pre­sen­ta­to an­che una ri­par­ten­za. Il Paese og­gi de­ve tro­va­re le for­ze per rea­gi­re, e i ca­du­ti di quel­la tra­gi­ca sta­gio­ne del ’92 so­no mo­del­li a cui ispi­rar­ci”.

Rebuild: Un nuovo patto sociale per recuperare la Sala francescana di cultura di San Damiano in Assisi

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“Rebuild” è un pro­get­to di First Social Life, con il so­ste­gno di Crédit Agricole Cariparma e il la­vo­ro di im­pre­se di ec­cel­len­za qua­li la BCD pro­get­ti srl, la Ditta Lunghi srl e Diana Architecture.
In ac­cor­do con l’Ordine dei Frati Minori di San Francesco è sta­to aper­to il can­tie­re “del Cantico” e il 26 ot­to­bre scor­so so­no sta­ti com­ple­ta­ti i la­vo­ri per il re­cu­pe­ro strut­tu­ra­le del­la Sala fran­ce­sca­na di cul­tu­ra Padre Antonio Giorgi, dan­neg­gia­ta dal ter­re­mo­to che ha col­pi­to il Centro Italia nel 2016, che rap­pre­sen­ta l’unico spa­zio ade­gua­to per ac­co­glie­re i tan­ti fe­de­li e tu­ri­sti che rag­giun­go­no ogni gior­no il luo­go do­ve San Francesco com­po­se il “Cantico del­le Creature”: que­sto straor­di­na­rio luo­go è in­fat­ti co­strui­to al li­mi­te del giar­di­no del Cantico, ne co­sti­tui­sce la cor­ni­ce e ad og­gi ri­ma­ne in­ter­det­to al pub­bli­co.
Ieri, 30 ot­to­bre, è sta­ta pre­sen­ta­ta l’istanza per la re­sti­tu­zio­ne all’agibilità che con­fi­dia­mo pos­sa ar­ri­va­re in tem­pi bre­vi.

FIDELIS!

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A Palermo lo scor­so 4 no­vem­bre si è con­clu­sa la se­con­da tap­pa del pro­get­to Fidelis, un’esperienza di pro­du­zio­ne cul­tu­ra­le e ar­ti­sti­ca uni­ca in Europa.

La pri­ma par­te, svol­ta­si a Firenze dal 20 di­cem­bre 2016 al 14 feb­bra­io 2017, ha vi­sto le Gallerie de­gli Uffizi in­sie­me a First Social Life, la Fondazione Falcone ed Open Group inau­gu­ra­re la nuo­va Aula Magliabechiana con l’esposizione La Tutela tri­co­lo­re. I cu­sto­di dell’identità cul­tu­ra­le.

In Fidelis l’Arma dei Carabinieri con il sup­por­to dell’Aeronautica Militare e il pa­tro­ci­nio del Senato del­la Repubblica, as­sie­me al Comando Tutela Patrimonio Culturale, il MiBACT e la Regione Siciliana, in part­ner­ship con First Social Life, la Fondazione Falcone ed Open Group, ti­to­la­ri del­la pro­du­zio­ne com­ples­si­va, han­no col­la­bo­ra­to per la di­fe­sa del pa­tri­mo­nio cul­tu­ra­le che è ra­di­ce dell’identità sto­ri­ca dei po­po­li e per ono­ra­re il pa­tri­mo­nio mo­ra­le e ci­vi­le rap­pre­sen­ta­to da uo­mi­ni che han­no mes­so la pro­pria vi­ta al ser­vi­zio dell’interesse co­mu­ne e del­la di­fe­sa del­la le­ga­li­tà con­tro la cri­mi­na­li­tà e le ma­fie.

Fidelis è il pri­mo pro­get­to espo­si­ti­vo rea­liz­za­to in due se­di straor­di­na­rie:

l’Aula bun­ker del car­ce­re dell’Ucciardone, se­de giu­di­zia­ria sto­ri­ca del Maxiprocesso a Cosa Nostra, il 23 mag­gio 2017, nel 25° an­ni­ver­sa­rio del­la stra­ge di Capaci e di via D’Amelio, do­ve per­se­ro la vi­ta Giovanni Falcone, Francesca Morvillo, Paolo Borsellino e i ri­spet­ti­vi agen­ti di scor­ta (l’allestimento spe­cia­le ha avu­to luo­go nel­le gab­bie ri­ser­va­te agli im­pu­ta­ti nei pro­ces­si di ma­fia);

la Caserma “Bonsignore Dalla Chiesa” del­la Legione Sicilia dell’Arma dei Carabinieri, dal 23 mag­gio al 10 set­tem­bre 2017 (in se­gui­to pro­ro­ga­ta fi­no al 4 no­vem­bre 2017), per il 35° an­ni­ver­sa­rio dell’uccisione del Prefetto, già Generale dell’Arma, Carlo Alberto Dalla Chiesa.

Le ope­re d’arte re­cu­pe­ra­te dal Comando TPC, ca­po­la­vo­ri re­sti­tui­ti che van­no dal Tintoretto del Museo di Castelvecchio di Verona al Van Gogh del­la Galleria Nazionale di Arte Moderna di Roma, dal Crocifisso in avo­rio dell’Algardi al­le me­ra­vi­glio­se te­sti­mo­nian­ze ar­cheo­lo­gi­che del Museo Nazionale Romano di Palazzo Massimo a Roma, as­sie­me al Concerto di Bartolomeo Manfredi, te­la sfre­gia­ta nel­la stra­ge dei Georgofili e poi par­zial­men­te re­cu­pe­ra­ta, han­no com­po­sto un ori­gi­na­le ed ir­ri­pe­ti­bi­le per­cor­so al­le­sti­to tra l’Aula giu­di­zia­ria e la Caserma dell’Arma.

Desideriamo ri­vol­ge­re un sen­ti­to rin­gra­zia­men­to al­la Regione Siciliana, ai mu­sei e al­le al­tre isti­tu­zio­ni coin­vol­te, agli stu­den­ti che nu­me­ro­sis­si­mi da tut­ta la Sicilia so­no ve­nu­ti a vi­si­ta­re la mo­stra, a tut­ti i no­stri ospi­ti, ai si­ci­lia­ni e al­le per­so­ne dell’Arma che con il lo­ro pre­zio­sis­si­mo sup­por­to ci so­no sta­ti vi­ci­ni in que­sti me­si.

I nu­me­ri:

12.000 vi­si­ta­to­ri

47 scuo­le si­ci­lia­ne

la 46° Brigata Aerea di Pisa con l’impiego di due C-27J e un C-130J dell’Aeronautica Militare per tra­spor­ta­re le ope­re re­cu­pe­ra­te dai Carabinieri dell’Arte.

La Regione Siciliana ha in­te­so spo­sa­re ap­pie­no que­sto pro­get­to pro­muo­ven­do di­ret­ta­men­te a Palazzo Ajutamicristo in Palermo un’ulteriore espo­si­zio­ne con­clu­sa­si sa­ba­to 11 no­vem­bre dal ti­to­lo: Arte re­sti­tui­ta –  Arte ri­tro­va­ta.


FIDELIS

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Istallazione straor­di­na­ria – Aula Bunker 23 mag­gio 2017

Caserma dei Carabinieri “Bonsignore-Dalla Chiesa” – 23 mag­gio, 10 set­tem­bre 2017

L’Arma dei Carabinieri in col­la­bo­ra­zio­ne con il Ministero dei Beni e del­le Attività Culturali e del Turismo e la Regione Siciliana Assessorato dei Beni Culturali e dell’Identità Siciliana, con il con­tri­bu­to dell’Aeronautica Militare, ha pro­mos­so Fidelis, espo­si­zio­ne in­se­ri­ta nel pro­get­to più am­pio “Le cit­tà del­la fi­du­cia”, te­so a pro­muo­ve­re la cul­tu­ra del­la re­spon­sa­bi­li­tà so­cia­le e del­la le­ga­li­tà nel Mediterraneo.

Fidelis è una pro­du­zio­ne a cu­ra ge­ne­ra­le del­la Fondazione Falcone, First Social Life, Open Group

E’ del tut­to ec­ce­zio­na­le che una mo­stra di ope­re co­sì im­por­tan­ti si svol­ga in una ca­ser­ma ope­ra­ti­va dell’Arma. Questo an­ti­co com­ples­so mi­li­ta­re chia­ma­to da tut­ti, a Palermo, “la ca­ser­ma del Generale Dalla Chiesa” – per­ché in que­sto luo­go Carlo Alberto fu Comandante del­la Legione Carabinieri Sicilia – è sim­bo­lo, per la cit­tà e per il Paese, del con­tra­sto vin­cen­te del­lo Stato con­tro “Cosa Nostra”.

La mo­stra è de­di­ca­ta a Giovanni Falcone – as­sas­si­na­to a Capaci il 23 mag­gio del 1992 in­sie­me al­la mo­glie Francesca Morvillo e a Vito Schifani, Rocco Dicillo e Antonio Montinaro, del­la Polizia di Stato in ser­vi­zio di scor­ta – a Paolo Borsellino – as­sas­si­na­to il 19 lu­glio  del 1992, con gli agen­ti di Polizia di Stato in ser­vi­zio di scor­ta Agostino Catalano, Emanuela Loi, Vincenzo Li Muli, Walter Eddie Cosina e Claudio Traina – e a Carlo Alberto Dalla Chiesa – Vice Comandante Generale dei Carabinieri e Prefetto di Palermo, uc­ci­so il 3 set­tem­bre del 1982 in­sie­me al­la mo­glie Emanuela Setti Carraro e al po­li­ziot­to Domenico Russo, in ser­vi­zio di scor­ta – e in spe­cial mo­do al lo­ro la­vo­ro, fer­ti­le di ec­ce­zio­na­li e in­no­va­ti­ve in­tui­zio­ni in­ve­sti­ga­ti­ve, tec­ni­che e cul­tu­ra­li, che co­sti­tui­sco­no tut­to­ra esem­pla­ri mo­del­li per le at­ti­vi­tà del­lo Stato nel­la lot­ta al­la cri­mi­na­li­tà or­ga­niz­za­ta. 

Il pro­get­to com­ples­si­vo, co­me la stes­sa espo­si­zio­ne, rap­pre­sen­ta un mo­del­lo di pro­du­zio­ne cul­tu­ra­le eu­ro­peo in cui si fon­do­no e si for­ti­fi­ca­no vir­tuo­se si­ner­gie tra isti­tu­zio­ni sta­ta­li, isti­tu­zio­ni lo­ca­li, real­tà so­cia­li e as­so­cia­ti­ve, isti­tu­zio­ni ban­ca­rie, im­pre­se, il sin­da­ca­to e la coo­pe­ra­zio­ne per un con­cre­to pat­to ci­vi­le per la le­ga­li­tà e per la tu­te­la del pa­tri­mo­nio cul­tu­ra­le.

L’intero pro­get­to vuol es­se­re, quin­di, un con­tri­bu­to for­te al­la ri­na­sci­ta di tut­ta la co­mu­ni­tà pa­ler­mi­ta­na, si­ci­lia­na e na­zio­na­le, per una rea­le di­fe­sa del pro­prio pa­tri­mo­nio cul­tu­ra­le, an­ti­co e mo­der­no. E’ un esem­pio con­cre­to di azio­ne di re­spon­sa­bi­li­tà so­cia­le, una spe­ri­men­ta­zio­ne di coo­pe­ra­zio­ne ci­vi­le e nel con­tem­po di una nuo­va tan­gi­bi­le for­ma di “eco­no­mia del­la co­no­scen­za”.

Le ope­re espo­ste so­no il ri­sul­ta­to dell’importante e com­ples­sa at­ti­vi­tà che svol­ge da qua­si cinquant’anni quo­ti­dia­na­men­te il Comando Tutela Patrimonio Culturale, in si­ner­gia con le al­tre ar­ti­co­la­zio­ni dell’Arma e con il so­ste­gno del MiBACT. 

Il va­lo­ro­so e spe­ci­fi­co im­pe­gno in­ve­sti­ga­ti­vo pro­fu­so nel­le nu­me­ro­sis­si­me ope­ra­zio­ni di re­cu­pe­ro di be­ni cul­tu­ra­li – du­ra­te spes­so an­ni – ve­de al cen­tro “i Carabinieri dell’arte”, le don­ne e gli uo­mi­ni dell’Arma, esem­pio an­co­ra uni­co a li­vel­lo in­ter­na­zio­na­le di ef­fi­ca­cia e pro­fes­sio­na­li­tà, pun­to di ri­fe­ri­men­to in ma­te­ria per le po­li­zie di tut­ti i Paesi stra­nie­ri. La Banca Dati del Comando – nel­la qua­le so­no con­te­nu­te mi­lio­ni di in­for­ma­zio­ni foto-descrittive di be­ni cul­tu­ra­li, stru­men­ti mu­si­ca­li, mo­bi­li, li­bri an­ti­chi, pre­zio­si be­ni de­vo­zio­na­li e di cul­to, tra­fu­ga­ti e com­mer­cia­ti in de­ci­ne e de­ci­ne di an­ni, per i qua­li non si fer­ma mai la co­stan­te at­ti­vi­tà di ri­cer­ca – è la più va­sta del mon­do, e ispi­ra­tri­ce di quel­la di Interpol.

Questo lun­ghis­si­mo la­vo­ro di in­ve­sti­ga­zio­ne e re­cu­pe­ro, in que­sto ca­so per la gran par­te svol­to in Sicilia, può es­se­re te­sti­mo­nia­to dal­la Testa di Ade, og­gi con­ser­va­ta nell’importante Museo Archeologico di Aidone, nel cuo­re dell’Isola. L’eccezionale ope­ra in ter­ra­cot­ta, fu tra­fu­ga­ta nell’area ar­cheo­lo­gi­ca di Morgantina, ad Aidone, in pro­vin­cia di Enna ne­gli an­ni Settanta, ven­du­ta il­le­ci­ta­men­te al Paul Getty Museum ed espo­sta nel­la se­de di Malibù, in California, fi­no al suo re­cu­pe­ro. Il dot­tor Francesco Rio, Sostituto Procuratore di Enna, ti­to­la­re del­le in­da­gi­ni, è l’autore del­la ro­ga­to­ria in­ter­na­zio­na­le che, nel 2014, ha con­sen­ti­to la re­sti­tu­zio­ne del­la Testa di Ade e, gra­zie al la­vo­ro in­ve­sti­ga­ti­vo del Nucleo Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale di Palermo, che ha ope­ra­to in stret­to con­tat­to con il Dipartimento dei Beni Culturali e dell’Identità Siciliana, il 29 gen­na­io 2016,  si è con­clu­so il lun­go viag­gio di que­sto ca­po­la­vo­ro ine­sti­ma­bi­le, d’epoca el­le­ni­sti­ca, tor­na­to fi­nal­men­te in Sicilia.

Impreziosiscono l’esposizione, tan­te al­tre im­por­tan­tis­si­me ope­re. Tra cui il di­pin­to Il con­cer­to (1610 cir­ca) di Bartolomeo Manfredi, mae­stro di in­fluen­za ca­ra­vag­ge­sca, espo­sto al­le Gallerie de­gli Uffizi, quat­tro di­pin­ti di Tintoretto, ru­ba­ti al mu­seo di Castelvecchio di Verona nel 2015 e re­cu­pe­ra­ti in Ucraina do­po l’arresto di tut­ti gli au­to­ri del fur­to, e il ta­ber­na­co­lo li­gneo, re­cu­pe­ra­to dal­la Chiesa di S. Antonio Abate ad Amatrice e pro­ve­nien­te da­gli in­ter­ven­ti dei “Caschi Blu del­la cul­tu­ra” nel­le zo­ne ter­re­mo­ta­te del Centro Italia. L’importante di­pin­to di Manfredi, un olio su te­la che og­gi so­lo gra­zie al la­bo­rio­so re­stau­ro può es­se­re espo­sto, è sta­to scel­to per que­sta espo­si­zio­ne per l’alto va­lo­re an­che sim­bo­li­co: è tra le ope­re che, nel­la not­te tra il 26 e 27 mag­gio del 1993, fu­ro­no di­strut­te o gra­ve­men­te dan­neg­gia­te dall’esplosione del­la bom­ba che pro­vo­cò la stra­ge ma­fio­sa di via dei Georgofili a Firenze, nel­la qua­le ri­ma­se uc­ci­sa un’intera gio­va­ne fa­mi­glia, con la neo­na­ta Caterina Nencioni.

La Fiducia contro il fanatismo ricostruisce la comunità

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Uniti al­le la­vo­ra­tri­ci e ai la­vo­ra­to­ri del Bardo nel se­con­do an­ni­ver­sa­rio del­la stra­ge

Tunisi, Museo Nazionale del Bardo, 18 mar­zo 2015, uo­mi­ni ar­ma­ti di ka­la­sh­ni­kov var­ca­no il gran­de can­cel­lo di Rue Mongi Slim,entrano nel mu­seo e ini­zia­no a spa­ra­re. Dopo ol­tre due ore di as­se­dio, nel­le sa­le, che cu­sto­di­sco­no una col­le­zio­ne ec­ce­zio­na­le di ope­re d’arte (ca­po­la­vo­ri che so­no fram­men­ti di un’identità me­di­ter­ra­nea col­let­ti­va, tes­se­re di una ci­vil­tà co­mu­ne), so­no as­sas­si­na­ti: AymenMorjen, Jane Adey Sally, Giuseppina Biella, Francesco Caldara, Antonio Cirera Perez, Orazio Conte, Nadine Flament, Artoro Javier Martinez, Jacek Maria Konieczka, Maria Martinez, Chiemi Miyazaki, Haruka Miyazaki, Machiyo Narusawa, Artur Nowosad, Dominik Nowicki, Galina Potapenko, Dolores Sanchez Rami, Antonella Sesino, Christophe Tinois, Jean-Claude-Tissier, Hilda Van Nerum, Huguette Dupeu.

La stra­ge del Bardo, ri­ven­di­ca­ta dall’Isis,segna l’inizio del­la peg­gio­re cri­si eco­no­mi­ca del­la Tunisia li­be­ra de­gli ul­ti­mi an­ni che si ag­gra­va ul­te­rior­men­te con il suc­ces­si­vo at­tac­co ter­ro­ri­sti­co del 26 giu­gno 2015 sul­la spiag­gia dell’Imperial Marhaba Hotel: 38 mor­ti e de­ci­ne di fe­ri­ti il bi­lan­cio del­le vit­ti­me. 

Oggi re­sta il do­lo­re, il trau­ma dei fe­ri­ti, il bu­co ne­ro emo­ti­vo di mol­tis­si­mi di­pen­den­ti del mu­seo, che non han­no più tro­va­to pa­ce e che non so­no riu­sci­ti an­co­ra a tor­na­re al la­vo­ro, e di co­lo­ro che in­sie­me al la­vo­ro han­no per­so an­che la fi­du­cia.

 Il pro­fes­sor Moncef Ben Moussa, ar­cheo­lo­go di fa­ma in­ter­na­zio­na­le e di­ret­to­re del Museo del Bardo di­chia­ra: “La fi­du­cia è il pri­mo stru­men­to col­let­ti­vo con­tro il fa­na­ti­smo, il pri­mo pas­so ne­ces­sa­rio per ogni pat­to in­di­spen­sa­bi­le per il pro­gres­so del­le co­mu­ni­tà ci­vi­li, che in­sie­me al­la di­fe­sa del­la cul­tu­ra e al­la cu­ra dei pa­tri­mo­ni me­di­ter­ra­nei è il ri­sul­ta­to di una nuo­va ener­gia po­li­ti­ca per edi­fi­ca­re la so­cie­tà so­ste­ni­bi­le di do­ma­ni”. 

Diventa quin­di ne­ces­sa­rio e ur­gen­te ri­par­ti­re dal­la cu­ra del­le re­la­zio­ni tra le per­so­ne, tra le per­so­ne e le isti­tu­zio­ni, tra le per­so­ne e il la­vo­ro, tre aree del nuo­vo wel­fa­re del­la fi­du­cia in un’attività di coe­sio­ne so­cia­le e cul­tu­ra­le, an­ti­do­to ci­vi­le e co­mu­ni­ta­rio al fa­na­ti­smo.

Il pro­fes­sor Ben Moussa qua­le sen­si­bi­le pro­ta­go­ni­sta del­la so­cie­tà tu­ni­si­na ha ac­col­to l’invito di First Social Life a pre­sie­de­re il “Comitato scien­ti­fi­co del­la Fiducia per il Mediterraneo”, per­cor­so di al­lean­ze so­cia­li ini­zia­to lo scor­so an­no con un pri­mo pro­get­to a Lampedusa e poi svi­lup­pa­to­si con Open Group in un am­bi­to più va­sto ne­gli ul­ti­mi me­si. 

Oggi “Le Città del­la Fiducia” è un pro­get­to coo­pe­ra­ti­vo di pro­mo­zio­ne dell’economia del­la co­no­scen­za, del­la cul­tu­ra del­la re­spon­sa­bi­li­tà so­cia­le e del­la fi­du­cia nel Mediterraneo, con all’attivo una pri­ma tap­pa al­la fi­ne del­lo scor­so an­no a Bologna e un fu­tu­ro pro­prio a Tunisi, nel­le pros­si­me set­ti­ma­ne do­ve sa­re­mo al­lea­ti e vi­ci­ni al Bardo, per la le­ga­li­tà e la pace,concretamente par­te­ci­pi per la Fiducia.

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Il 25 e il 26 no­vem­bre 2016 a Bologna si ter­rà la pri­ma edi­zio­ne del pro­get­to na­zio­na­le Le Città del­la Fiducia pro­dot­to e pro­mos­so dal­la coo­pe­ra­zio­ne so­cia­le bo­lo­gne­se, da Coop Alleanza 3.0 e da First Social Life.

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