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Lampedusa

Il catalogo della mostra di Lampedusa

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Per ac­qui­sta­re il ca­ta­lo­go del­la mo­stra Verso il Museo del Dialogo e del­la Fiducia per il Mediterraneo, puoi ri­vol­ger­ti all’indirizzo info@firstsociallife.it

FSL Lampedusa 01

FSL Lampedusa 03

FSL Lampedusa 04

Nizza Europa

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Fate pre­sto. Anzi, “Fate pre­sto” ti­to­la­va Il Mattino nel­le ore suc­ces­si­ve al tre­men­do ter­re­mo­to dell’Irpinia, fa­cen­do ap­pel­lo al­la co­mu­ni­tà na­zio­na­le af­fin­ché in­ter­ve­nis­se per so­ste­ne­re, soc­cor­re­re e com­pa­ti­re la po­po­la­zio­ne col­pi­ta. Il ge­sto dell’artista ha rein­car­na­to quel­la pri­ma pa­gi­na in un’opera glo­ba­le, co­smo­po­li­ta, fa­cen­do si che la co­mu­ni­tà mon­dia­le fos­se con­sa­pe­vo­le, at­tra­ver­so Warhol, del dram­ma di tut­ti e non so­lo di un luo­go de­fi­la­to del pia­ne­ta, l’Irpinia ap­pun­to.

L’Europa é na­ta ve­ra­men­te a Ventotene, con la vi­sio­ne di Spinelli, Rossi, Colorni, ma an­che giu­sta­men­te se­con­do Wiesel, lì sul­la so­glia dei can­cel­li spa­lan­ca­ti dei cam­pi di ster­mi­nio na­zi­sti, li­be­ra­ti dal­le for­ze al­lea­te. L’Europa é cre­sciu­ta pia­no pia­no e sem­pre sul san­gue di dram­mi che han­no col­pi­to pro­fon­da­men­te il sen­so co­mu­ne del­la re­spon­sa­bi­li­tà; Marcinelle, coi suoi mor­ti nel poz­zo del­la mi­nie­ra, emi­gran­ti che co­me la­vo­ra­to­ri ed es­se­ri uma­ni va­le­va­no me­no del car­bo­ne che estrae­va­no, se­con­do ac­cor­di eco­no­mi­ci ver­go­gno­si; Srebrenica, la stra­ge bo­snia­ca che po­co più di ven­ti an­ni fa ha stra­zia­to più di ot­to­cen­to per­so­ne, nel­la fu­ria cri­mi­na­le l’Europa mi­li­ta­re ha con­su­ma­to le gi­noc­chia, col­pe­vol­men­te, pur di non agi­re e te­ne­re in­sie­me pa­ne e fa­me. Solo per ci­ta­re dram­mi re­cen­ti di la­vo­ro e guer­ra.

Poi Palermo, le stra­gi per un lun­go de­cen­nio (1980/1992) in cui ma­fia e af­fa­ri e con­sen­so in­ci­vi­le ri­bal­ta­va­no il di­rit­to e l’identità ita­lia­na: an­che al­lo­ra po­co co­rag­gio in­ter­na­zio­na­le, vi­sto che sia­mo ri­ma­sti l’unico Paese del­la Comunità Europea ad ave­re nel Codice di Procedura Penale il rea­to di as­so­cia­zio­ne ma­fio­sa.

Ma ades­so, l’Europa che ha re­si­sti­to ed é cre­sciu­ta con tut­to que­sto, ve­ra­men­te ri­schia di es­se­re sof­fo­ca­ta più dal­la bu­ro­cra­zia del­la pau­ra che dal ter­ro­ri­smo stes­so. La for­ti­fi­ca­zio­ne dei con­fi­ni, la ge­lo­sia ideo­lo­gi­ca, l’isolazionismo eco­no­mi­co, la ri­nun­cia cul­tu­ra­le ri­schia­no di ter­re­mo­ta­re la co­mu­ni­tà po­li­ti­ca e an­nien­ta­re la co­mu­ni­tà dei po­po­li. 

Nizza é la cre­pa, ter­ri­bi­le, inac­cet­ta­bi­le, spa­ven­to­sa (con­dan­ne non ag­get­ti­vi) che ri­ve­la an­co­ra una vol­ta il cor­so di que­sto ter­re­mo­to.

Fate pre­sto, si fac­cia pre­sto a rea­gi­re con fi­du­cia, co­rag­gio e uni­tà, sen­za bar­ri­ca­re i con­fi­ni, sen­za ri­nun­cia­re al­la giu­sti­zia.

AdL

Verso il Museo della Fiducia e del Dialogo per il Mediterraneo

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3 giu­gno 3 ot­to­bre 2016
Via Roma 3 – Museo Archeologico del­le Pelagie, MARP
Lampedusa

Il 3 giu­gno si è aper­ta la pri­ma espo­si­zio­ne del pro­get­to “Verso il Museo del­la Fiducia e del Dialogo per il Mediterraneo” e il Museo Archeologico del­le Pelagie, al­la pre­sen­za del Presidente del­la Repubblica Italiana Sergio Mattarella ac­com­pa­gna­to dal Sindaco di Lampedusa e Linosa Giusi Nicolini, dai Ministri Dario Franceschini e Angelino Alfano, dal Presidente del­la Regione Siciliana Rosario Crocetta, dall’Assessore ai Beni Culturali e all’identità si­ci­lia­na Carlo Vermiglio, dal­la Soprintendente ai Beni Culturali e Archeologici di Agrigento Caterina Greco e da mi­glia­ia di lam­pe­du­sa­ni in fe­sta ac­cor­si in via Roma.

Frontiera del­la fron­tie­ra, mar­gi­ne estre­mo an­che del si­gni­fi­ca­to dei ter­mi­ni po­li­ti­ci che co­sti­tui­sco­no il tem­po pre­sen­te, co­mu­ni­tà di don­ne e uo­mi­ni ospi­ta­li, Lampedusa, estre­ma­men­te coin­vol­ta dal­la tem­pe­rie sto­ri­ca, si raf­for­za qua­le sim­bo­lo. Questa ri­fles­sio­ne ci ha con­dot­ti a vo­ler rea­liz­za­re una mo­stra che sia pre­mes­sa di un più am­pio pro­get­to di pro­du­zio­ne, a so­ste­gno pro­prio del­la fi­du­cia e del dia­lo­go, uti­le al­la pro­mo­zio­ne dei va­lo­ri di pa­ce e di re­spon­sa­bi­li­tà so­cia­le che Lampedusa espri­me.
I ter­mi­ni cul­tu­ra­li al­la ra­di­ce del te­ma scien­ti­fi­co del pro­get­to so­no pro­prio “glo­ria” e “con­fi­ne”, am­bi­ti poe­ti­ci en­tro cui è av­ve­nu­ta la ri­cer­ca av­ven­tu­ro­sa del­le re­la­zio­ni so­cia­li e isti­tu­zio­na­li.
Le ope­re che co­sti­tui­sco­no il cor­po del­la pri­ma espo­si­zio­ne, tran­si­to ver­so la rea­liz­za­zio­ne del “Museo del­la Fiducia e del Dialogo per il Mediterraneo”, pos­so­no es­se­re con­si­de­ra­te qua­li stru­men­ti per orien­tar­si nel “ma­re del­le ra­di­ci co­mu­ni”.

Un pro­get­to del Comune di Lampedusa e Linosa, Comitato 3 Ottobre, First Social Life

Curatori Generali Giacinto Palladino, Alessandro de Lisi, Valerio Cataldi.

I part­ner isti­tu­zio­na­li di pro­get­to ad og­gi so­no:

La RAI
Usigrai
Associazione Vittime Civili di Guerra

L’Arma dei Carabinieri.
L’Aeronautica Militare Italiana
La Marina Militare Italiana

La Regione Siciliana – la Presidenza e l’Assessorato ai Beni Culturali e all’identità si­ci­lia­na;
Il Ministero per i Beni e le Attività Culturali e del Turismo, di­ret­ta­men­te col Ministro;
Il Ministero de­gli Esteri;
La Soprintendenza Speciale per il pa­tri­mo­nio ar­cheo­lo­gi­co del­la Sicilia;
La Soprintendenza ai Beni Culturali e Archeologici di Agrigento
Le Gallerie de­gli Uffizi;
I Musei Civici Veneziani;
Il Museo Correr;
Il Museo Storico del­la Marina Militare Italiana di Venezia;
Il Museo del Bardo di Tunisi;
L’istituto di Cultura Italiana di Tunisi;
Il Museo del­le Culture e del­la Civiltà Mediterranea di Marsiglia;
Il Museo Mille Suoni Mille Voci – Pelegalli di Bologna
La Fondazione del Museo del­le Trame Mediterranee di Gibellina;
Il Museo Archeologico “A. Salinas” di Palermo;
Galleria Interdisciplinare Regionale del­la Sicilia di Palazzo Abatellis;
Il Museo Diocesano di Agrigento;
Il Museo del­la Fotografia Contemporanea di Cinisello Balsamo – MUFOCO
La Biblioteca Panizzi di Reggio Emilia.

Fondazione Falcone – Primo Social Partner.

Coop Alleanza 3.0, Opengroup, Seacoop, Cadiai Cooperativa Sociale, Consorzio L’Arcolaio, Camelot, Società Dolce – Radio Città del Capo.
Cariparma/Credit Agricole – Bank Partner
Gruppo Bassilichi
Soroptimist International d’Italia
Roadhaouse
Sirio e Vega Hotel – Lampedusa
IGuzzini
Arternativa – tra­spor­ti re­spon­sa­bi­li fi­ne art

23 maggio

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Alle 17.55 del 23 mag­gio del 1992, cen­ti­na­ia di chi­li di tri­to­lo si­ste­ma­ti in un tun­nel di sco­lo del­le ac­que pio­va­ne, sot­to la car­reg­gia­ta dell’autostrada che col­le­ga l’aeroporto di Punta Raisi con il ca­po­luo­go, esplo­de­va­no, as­sas­si­nan­do Vito Schifani, Rocco Dicillo, Antonio Montinaro agen­ti di Polizia di scor­ta a Giovanni Falcone e a sua mo­glie Francesca Morvillo. Il giu­di­ce, con sua mo­glie mo­ri­ran­no nel­le ore suc­ces­si­ve. Sopravvissero so­la­men­te Angelo Corbo, Paolo Capuzza e Gaspare Cervello, le cui sof­fe­ren­ze, non so­lo fi­si­che, non fi­ni­ro­no mai fi­no ad og­gi. Oggi, ven­ti­quat­tro an­ni do­po, in que­sta Aula Bunker – co­strui­ta esat­ta­men­te trent’anni fa per ospi­ta­re il Maxiprocesso con­tro Cosa Nostra – gre­mi­ta di au­to­ri­tà e di gio­va­ni, la Fondazione Falcone, con Maria Falcone al­la Presidenza, sot­to­li­nea, in mo­do ine­qui­vo­ca­bi­le, che la me­mo­ria è un con­trat­to di re­spon­sa­bi­li­tà so­cia­le, di im­pe­gno cul­tu­ra­le, di pas­sio­ne ci­vi­le, di azio­ne po­li­ti­ca con­tro il si­ste­ma eco­no­mi­co del­la ma­fia e de­gli ami­ci dei ma­fio­si, all’apparenza ma­ga­ri ri­spet­ta­bi­li.

Proprio que­sto gran­de la­vo­ro lun­go an­ni, del­la Fondazione Falcone, ha sem­pre te­nu­to fer­mo il ti­mo­ne sul va­lo­re del­la co­no­scen­za e dell’educazione ci­vi­le del­le nuo­ve ge­ne­ra­zio­ni, pri­mo pas­so con­cre­to con­tro le ma­fie, pon­te tra il la­vo­ro di Giovanni Falcone e l’impegno più at­tua­le con­tro la zo­na gri­gia de­gli af­fa­ri cri­mi­na­li. Le pri­me vit­ti­me, in­fat­ti, dell’azione eco­no­mi­ca e cul­tu­ra­le del­le ma­fie so­no pro­prio il pro­gres­so de­mo­cra­ti­co del­le co­mu­ni­tà e il mon­do del la­vo­ro. In que­sti an­ni, con mi­lio­ni di gio­va­ni coin­vol­ti – so­lo quest’anno ol­tre 350 scuo­le coin­vol­te in tut­ta Italia – la Fondazione Falcone ha vin­to la sfi­da so­cia­le, an­che se la guer­ra ai clan, e ai col­la­bo­ra­to­ri ina­mi­da­ti dei boss, non può dir­si cer­to fi­ni­ta.

Quest’anno, First Social Life è pre­sen­te a Palermo, per do­ve­re mo­ra­le e po­li­ti­co ma an­che per si­gla­re la nuo­va al­lean­za pro­get­tua­le di lun­go pe­rio­do con la Fondazione Falcone. Giulio Romani con Giacinto Palladino, pre­sen­ti in Aula Bunker, so­no ar­ri­va­ti con Giusi Nicolini, la co­rag­gio­sis­si­ma sin­da­co di Lampedusa, chiu­den­do co­sì il cer­chio del­la re­spon­sa­bi­li­tà so­cia­le di tut­ti: First Social Life con il co­mu­ne di Lampedusa, con il Comitato 3 ot­to­bre e con la Fondazione Falcone (pri­mo so­cial part­ner), apri­rà la pri­ma espo­si­zio­ne “ver­so il mu­seo del­la fi­du­cia e del dia­lo­go per il me­di­ter­ra­neo”, il pros­si­mo 3 giu­gno, con­tem­po­ra­nea­men­te al Museo Archeologico del­le Pelagie.

Un pro­get­to mai ten­ta­to pri­ma, pos­si­bi­le gra­zie all’impegno co­rag­gio­sis­si­mo di in­te­re par­ti del­lo Stato, ma an­che sin­go­le don­ne e uo­mi­ni, sen­ten­do il pro­prio ruo­lo per il pro­get­to ben ol­tre il do­ve­re isti­tu­zio­na­le: la Soprintendente ai Beni Culturali e Archelogici di Caterina Greco, Marcello Tagliente del Mibact.

Un pro­get­to a co­sto ze­ro, tut­to so­ste­nu­to da part­ner eco­no­mi­ci pri­va­ti, del mon­do coo­pe­ra­ti­vo bo­lo­gne­se e di una ban­ca im­por­tan­te co­me Cariparma/Credit Agricole (Bank Partner), ma so­pra­tut­to pos­si­bi­le gra­zie all’impegno di­ret­to dei Carabinieri e dell’Aeronautica Militare.

Proprio in que­sto gior­no, do­ve la me­mo­ria si fa con­trat­to di re­spon­sa­bi­li­tà per il fu­tu­ro, que­sta è una pic­co­la di­mo­stra­zio­ne del­la gran­de in­no­va­zio­ne di Giovanni Falcone: uni­tà to­ta­le tra Stato, Forze dell’Ordine, cul­tu­ra e im­pre­se per­be­ne pos­so­no vin­ce­re le ma­fie.

Alessandro de Lisi

Un filo rosso

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Lampedusa 18 mag­gio 2016
Oggi First Social Life, co­min­cian­do i la­vo­ri ne­gli spa­zi del Museo Storico e Archeologico del­le Isole Pelagie, ha aper­to il can­tie­re del­la fi­du­cia. Grazie a Caterina Greco, Soprintendente per i Beni Archeologici del­la Provincia di Agrigento, a Carlo Vermiglio, Assessore Regionale dei Beni Culturali e dell’Identità si­ci­lia­na, in­sie­me a Giusi Nicolini (Sindaco co­rag­gio­sis­si­mo di Lampedusa e Linosa) le im­pre­se e i lo­ro col­la­bo­ra­to­ri han­no po­tu­to ini­ziare l’opera di co­stru­zio­ne de­gli al­le­sti­men­ti. Un fi­lo ros­so le­ga le sto­rie po­po­la­ri di que­sti pro­get­ti so­cia­li com­ples­si, im­pre­se del ter­ri­to­rio di Casal di Principe, Rino Di Bona ad esem­pio ne è un pro­ta­go­ni­sta, con in te­sta gli ar­chi­tet­ti Costantino Diana, Raffaele Semonella e Giuseppe Diana, che han­no re­so pos­si­bi­le “La lu­ce vin­ce l’ombra – gli Uffizi a Casal di Principe”, so­no nell’isola, an­che per que­sta nuo­va real­tà. Un pro­get­to di eco­no­mia del­la co­no­scen­za, per la pri­ma vol­ta in Europa, da­rà vi­ta al più im­por­tan­te mu­seo coo­pe­ra­ti­vo del Mediterraneo gra­zie al so­ste­gno di part­ner pri­va­ti im­pe­gna­ti di­ret­ta­men­te nel­la pro­du­zio­ne. Prossima tap­pa, im­bal­lag­gio del­le ope­re e poi in viag­gio ver­so Lampedusa da Firenze, Marsiglia, Venezia, Cinisello Balsamo, Reggio Emilia, Bologna, Palermo, Agrigento, Tunisi fi­no a qui, nel cuo­re del­la no­stra re­spon­sa­bi­li­tà.

Marsiglia

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Marsiglia, cit­tà d’arte e di cul­tu­ra, cit­tà fa­ro del Mediterraneo fon­da­ta ver­so il 600 a.C. da co­lo­ni gre­ci è una por­ta aper­ta. Sul mon­do, su­gli al­tri.
Il MuCEM, le Musée des Civilisations de l’Europe et de la Mediterranée, im­per­di­bi­le in quan­to sim­bo­lo del Rinascimento mar­si­glie­se, ci se­du­ce con la sua in­cre­di­bi­le ar­chi­tet­tu­ra, 17 mi­la me­tri qua­dra­ti di ve­tro e ce­men­to che una pas­se­rel­la col­le­ga al vec­chio Fort Saint-Jean fa­cen­do­ci com­pie­re un me­ra­vi­glio­so viag­gio nel tem­po.
Il più im­por­tan­te mu­seo del­le cul­tu­re e del­le iden­ti­tà del Mediterraneo in Europa, in­si­gni­to del Premio mu­seo 2015 del Consiglio d’Europa, sor­ge a fi­lo d’acqua all’entrata del por­to vec­chio, frut­to di un pro­fon­do e ra­di­ca­le rin­no­va­men­to, di una sfi­da vin­ta da Marsiglia nel 2013, quan­do qua­le ca­pi­ta­le eu­ro­pea del­la cul­tu­ra ha ri­for­ma­to gli spa­zi ur­ba­ni de­gra­da­ti del va­stis­si­mo “vec­chio por­to” e da­to vi­ta al mo­der­no po­lo cul­tu­ra­le plu­ri­di­sci­pli­na­re do­ve an­tro­po­lo­gia, sto­ria, ar­cheo­lo­gia, sto­ria dell’arte e ar­te con­tem­po­ra­nea si in­cro­cia­no.
First Social Life nel per­se­gui­re il pro­get­to di pro­mo­zio­ne del­la re­spon­sa­bi­li­tà so­cia­le nel­la co­stru­zio­ne di un mo­del­lo eco­no­mi­co so­ste­ni­bi­le e ac­cor­to al­le per­so­ne e all’ambiente, ha con­clu­so a Marsiglia l’intesa ge­ne­ra­le che por­te­rà ope­re del MuCEM al Museo del­la Fiducia e del Dialogo per il Mediterraneo a Lampedusa.
L’incontro, ri­chie­sto da First Social Life, at­tra­ver­so i cu­ra­to­ri ge­ne­ra­li del Progetto, Giacinto Palladino e Alessandro de Lisi, si è svol­to con la re­gia di Eike Schmidt, il di­ret­to­re sim­bo­lo del­la ri­for­ma Franceschini, og­gi a gui­da del­le Gallerie de­gli Uffizi, po­lo mu­sea­le ca­po­fi­la del Progetto.
Per il MuCEM, che ha ri­spo­sto con gran­de in­te­res­se, han­no par­te­ci­pa­to: il Presidente Jean-François Chougnet, il Capo del­le Relazioni Internazionali Mikaël Mohamed, il Direttore scien­ti­fi­co e del­le col­le­zio­ni e “Conservatore” del pa­tri­mo­nio Zeev Gourarier, a sot­to­li­nea­re il va­lo­re e l’importanza dell’unione tra isti­tu­zio­ni cul­tu­ra­li in­ter­na­zio­na­li per crea­re a Lampedusa il po­lo cul­tu­ra­le più a sud d’Europa, cro­ce­via del­le ci­vil­tà e del­le ra­di­ci co­mu­ni dei po­po­li del Mediterraneo.
A lo­ro First Social Life e le Gallerie de­gli Uffizi, con Marta Onali e Angela Agresta, han­no po­tu­to espri­me­re a no­me di tut­ti i part­ner coin­vol­ti, in pri­mis il Comitato 3 ot­to­bre e la Fondazione Giovanni e Francesca Falcone, l’istanza di un coin­vol­gi­men­to del MuCEM nel­la co­stru­zio­ne par­te­ci­pa­ta del pro­get­to più com­ples­si­vo.
Così Eike Schmidt du­ran­te la pre­sen­ta­zio­ne mar­si­glie­se del pro­get­to di Lampedusa:
“Si vuo­le met­te­re in­sie­me e far la­vo­ra­re uni­ti gran­di isti­tu­ti mu­sea­li del­lo Stato e di Paesi stra­nie­ri, in­sie­me a im­por­tan­ti part­ner eco­no­mi­ci, co­me Coop Italia ad esem­pio, per un si­ste­ma di pro­du­zio­ne cul­tu­ra­le in­no­va­ti­vo e po­li­ti­co, a so­ste­gno del­la co­mu­ni­tà di Lampedusa e del suo co­rag­gio­sis­si­mo sin­da­co Giusi Nicolini, ugual­men­te vuo­le es­se­re un tri­bu­to al­le tan­te per­so­ne, ai pro­fu­ghi, sen­za no­me o quel­li il cui no­me è emer­so al mar­gi­ne del­la sto­ria co­me il pic­co­lo Aylan. Adesso toc­ca al­la mi­glio­re par­te del­la co­mu­ni­tà ita­lia­na rea­gi­re e ade­ri­re a que­sto no­stro col­let­ti­vo im­pe­gno”.
Giulio Romani, pre­si­den­te ono­ra­rio di First Social Life:
“Sono con­vin­to che il mon­do del la­vo­ro sa­prà so­ste­ne­re, in mo­do di­ver­so e au­to­no­mo, il pro­get­to del­la no­stra as­so­cia­zio­ne con il co­mu­ne di Lampedusa e Linosa, che è vi­vo gra­zie all’adesione di real­tà sto­ri­che im­por­tan­tis­si­me del­la so­cie­tà ci­vi­le, co­me il Comitato 3 ot­to­bre e la Fondazione Falcone, e di cit­tà pre­sti­gio­se co­me Bologna, Firenze, Reggio Emilia, Venezia e al­tre che si uni­ran­no a noi nei pros­si­mi gior­ni. Questo è uno stru­men­to di con­trat­ta­zio­ne, di pro­gram­ma­zio­ne eco­no­mi­ca e po­li­ti­ca di un nuo­vo mo­del­lo so­cia­le del­la fi­du­cia e del­la tu­te­la dei va­lo­ri fon­dan­ti la no­stra co­mu­ni­tà eu­ro­pea, ani­ma del­la no­stra ca­sa co­mu­ne”.

Je suis le Bardo, siamo tutti uno

in R:Post

Tunisi, Museo del Bardo – Aymen Morjane, Jane Adey Sally, Giuseppe Biella, Francesco Caldara, Antonio Cirera Perez, Orazio Conte, Nadine Flament, Artoro Javier Martinez, Jacek Maria Konieczka, Maria Martinez, Chiemi Miyazaki, Haruka Miyazaki, Machiyo Narusawa, Artur Nowosad, Dominik Kowicki, Galina Potapenko, Dolores Sanchez Rami, Antonella Sesino, Christophe Tinois, Jean Claude Tissier, Hilda Van Nerum, Huguette Dupeu, so­no sta­ti as­sas­si­nati a col­pi di ka­la­sh­ni­kov un an­no fa nel­le sa­le del Museo Nazionale del Bardo. Il Golgota del sa­cri­fi­co uma­no per ma­no as­sas­si­na ter­ro­ri­sti­ca non ha con­fi­ni, si esten­de me­ta­fo­ri­ca­men­te per chi­lo­me­tri e ri­sa­le, s’incresta ogni do­ve è av­ve­nu­ta una stra­ge.
Un an­no fa co­me og­gi la Tunisia ini­zia­va il cal­va­rio, con­ti­nuan­do a Sousse e poi re­cen­te­men­te più vol­te lun­go i con­fi­ni: at­ten­ta­ti e at­tac­chi ter­ro­ri­sti­ci che han­no mie­tu­to de­ci­ne di vit­ti­me, ma an­che fe­ri­to gra­ve­men­te l’economia dell’accoglienza del pae­se ara­bo. Tunisi, tea­tro po­chi an­ni fa di un gran­de cam­bia­men­to so­cia­le de­mo­cra­ti­co, ca­pi­ta­le idea­le del­le ri­vo­lu­zio­ni ara­be, di quel­la lun­ga sta­gio­ne “dei gel­so­mi­ni”, era una cit­tà ric­ca di tu­ri­smo e di dop­pie ca­se di eu­ro­pei be­ne­stan­ti, og­gi per lo più chiu­se, men­tre i vil­lag­gi va­can­ze so­no sem­pre più vuo­ti. In que­sto cli­ma di sfi­du­cia e pau­ra, la cul­tu­ra plu­ra­le del Mediterraneo, pre­sen­te nel­le ope­re d’arte con­ser­va­te al Bardo, ha quin­di as­sun­to la du­pli­ce va­len­za di obiet­ti­vo mi­li­ta­re dei ter­ro­ri­sti e di pri­mo ele­men­to del­la ri­scos­sa po­po­la­re tu­ni­si­na. Ricordando tut­te le vit­ti­me di un an­no fa vo­glia­mo, al con­tem­po, ri­cor­da­re i vi­vis­si­mi cit­ta­di­ni tu­ni­si­ni che stan­no rea­gen­do al­la pau­ra, es­si spa­lan­ca­no le brac­cia e con­so­li­da­no pon­ti cul­tu­ra­li tra le di­ver­se co­mu­ni­tà me­di­ter­ra­nee, per ri­ba­di­re che nell’identità plu­ra­le dei po­po­li me­deu­ro­pei dob­bia­mo es­se­re “tut­ti uno”.
Andiamo avan­ti, pro­se­guia­mo il cam­mi­no co­mu­ne in­tra­pre­so, in­sie­me ai tan­ti part­ner mu­sea­li e d’impresa, isti­tu­zio­na­li e po­li­ti­ci in­ter­na­zio­na­li, per ren­de­re omag­gio al­la pa­ce, ai ca­du­ti e ai vi­vi, con­tri­buen­do a co­strui­re, in un luo­go di tut­ti, la nuo­va fi­du­cia.

Giacinto Palladino e Alessandro de Lisi

L’approdo di Lampedusa

in Poche parole
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Nelle fo­to­gra­fie di Gandolfo Gabriele David, i co­lo­ri e l’atmosfera dram­ma­ti­ca­men­te so­spe­sa del­la ter­ra e del cie­lo di Lampedusa.

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