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#40FORLIFE: 40 settimane di confluenze culturali contro la violenza sulle donne

in Varia
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First Social Life, il 25 no­vem­bre 2018, in oc­ca­sio­ne del­la Giornata in­ter­na­zio­na­le per l’eliminazione del­la vio­len­za con­tro le don­ne, isti­tui­ta dall’Assemblea Generale del­le Nazioni Unite il 17 di­cem­bre 1999, pre­sen­ta #40FORLIFE: 40 set­ti­ma­ne di con­fluen­ze cul­tu­ra­li con­tro la vio­len­za sul­le don­ne: se­le­zio­na­to dal Dipartimento del­le Pari op­por­tu­ni­tà del­la Presidenza del Consiglio dei Ministri, nell’ambito dei pro­get­ti vol­ti al­la pre­ven­zio­ne e con­tra­sto al­la vio­len­za al­le don­ne, an­che in at­tua­zio­ne del­la con­ven­zio­ne di Istanbul.

Un pia­no di la­vo­ro che coin­vol­ge stu­den­ti di scuo­le su­pe­rio­ri con trac­ce, ri­fles­sio­ni, sug­ge­stio­ni, rea­zio­ni sui sen­ti­men­ti e le emo­zio­ni, crea­zio­ni e spe­ri­men­ta­zio­ni di media-art e istal­la­zio­ni ar­ti­sti­che.

Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella a Fidelis per la cerimonia di commemorazione del 35° anniversario dell’uccisione del generale dalla Chiesa.

in R:Post/Varia

La se­ra del 3 set­tem­bre 1982 al­le 21.15, do­po ap­pe­na 100 gior­ni dal suo in­se­dia­men­to qua­le Prefetto di Palermo, ve­ni­va bar­ba­ra­men­te tru­ci­da­to a col­pi di ka­la­sh­ni­kov il ge­ne­ra­le Carlo Alberto dal­la Chiesa, già Vice Comandante Generale dell’Arma dei Carabinieri; in­sie­me a lui la mo­glie Emanuela Setti Carraro, spo­sa­ta il 12 lu­glio 1982 e l’agente di scor­ta Domenico Russo.

Il Presidente del­la Repubblica Sergio Mattarella nell’ambito del­la com­me­mo­ra­zio­ne per il 35° an­ni­ver­sa­rio dell’uccisione del ge­ne­ra­le dal­la Chiesa, do­po aver de­po­sto una co­ro­na d’alloro in via Isidoro Carini, luo­go dell’agguato ma­fio­so, ha par­te­ci­pa­to al­la mes­sa of­fi­cia­ta dall’Arcivescovo me­tro­po­li­ta di Palermo, Mons. Corrado Lorefice pres­so la Chiesa di San Giacomo dei Militari nel­la Caserma dei Carabinieri del Comando Legione Sicilia, se­de del­la mo­stra “Fidelis”, rea­liz­za­ta dall’Arma dei Carabinieri in col­la­bo­ra­zio­ne con il Ministero dei Beni e del­le Attività Culturali e del Turismo, la Regione Siciliana e l’Aeronautica Militare con la Fondazione Falcone, First Social Life e Open Group.

Il Presidente del­la Repubblica, in­sie­me ai fi­gli del ge­ne­ra­le dal­la Chiesa, Rita, Nando e Simona, al­la ve­do­va dell’agente Russo, Filomena Rizzo con i fi­gli Antonio e Dino, al Presidente del Senato, Pietro Grasso, al Ministro dell’Interno, Marco Minniti, al Comandante Generale dell’Arma dei Carabinieri, Tullio Del Sette e a nu­me­ro­se au­to­ri­tà lo­ca­li ci­vi­li e mi­li­ta­ri ha poi pro­se­gui­to il per­cor­so espo­si­ti­vo in Sala Niglio espri­men­do vi­vo ap­prez­za­men­to e gran­de ri­co­no­scen­za per il pro­get­to cul­tu­ra­le ed espo­si­ti­vo “Fidelis”.

in Collaborazioni/Evidenze/_Archivio
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Il 25 e il 26 no­vem­bre 2016 a Bologna si ter­rà la pri­ma edi­zio­ne del pro­get­to na­zio­na­le Le Città del­la Fiducia pro­dot­to e pro­mos­so dal­la coo­pe­ra­zio­ne so­cia­le bo­lo­gne­se, da Coop Alleanza 3.0 e da First Social Life.

Csr: i report di sostenibilità non vengono nemmeno letti

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Via: NeXt // Csr: i report di sostenibilità non vengono nemmeno letti

Quanti re­port azien­da­li ven­go­no igno­ra­ti si­ste­ma­ti­ca­men­te? Sicuramente trop­pi, co­sì co­me trop­po è il tem­po spre­ca­to per met­ter­li a pun­to, se poi non ven­go­no let­ti af­fat­to. Questo ti­mo­re tro­va spa­zio pro­prio in un re­port di SustainAbility, che av­ver­te: per mol­te azien­de i re­port di csr so­no inu­ti­li, so­no sol­tan­to uno spre­co di de­na­ro e non so­no ef­fi­cien­ti.

LA CADUTA DELLA REPORTISTICA – “I re­port han­no por­ta­to a pas­si avan­ti gran­dio­si, ma po­treb­be­ro es­se­re an­co­ra più uti­li se riem­pi­ti di va­lo­re ag­giun­to”, ha spie­ga­to Margo Mosher di SustainAbility . Dopo un’analisi con­dot­ta sul­la ba­se di 50 in­ter­vi­ste ri­vol­te agli sta­ke­hol­der e un son­dag­gio de­sti­na­to a cir­ca 500 esper­ti di csr e lea­der, SustainAbility è ar­ri­va­ta a que­sta con­clu­sio­ne: la re­por­ti­sti­ca è in una fa­se di stal­lo.

LE RAGIONI DEL FALLIMENTO – Il mo­ti­vo è so­stan­zial­men­te le­ga­to a que­stio­ni di mar­ke­ting. Si scri­vo­no fiu­mi di pa­ro­le, si riem­pio­no i re­port di ter­mi­ni tec­ni­ci e si in­ven­ta­no ca­te­go­rie in­com­pren­si­bi­li, ma non si pen­sa al pub­bli­co, al let­to­re. Intanto, i new me­dia si muo­vo­no in sen­so con­tra­rio e l’audience tro­va quin­di al­tri ca­na­li do­ve re­pe­ri­re le in­for­ma­zio­ni, ca­na­li in cui il lin­guag­gio è più sem­pli­ce e tra­spa­ren­te, ol­tre che più im­me­dia­to e con più ap­peal.

Inoltre, l’audience è un grup­po di per­so­ne con in­te­res­si di­ver­si, che de­vo­no tro­va­re ri­spo­sta al­le pro­prie do­man­de per­so­na­li. I re­port spes­so so­no trop­po ge­ne­ri­ci, non con­ten­go­no par­ti ri­vol­te a tar­get di de­sti­na­ta­ri par­ti­co­la­ri, che vo­glio­no in­for­ma­zio­ni mi­nu­zio­se, le stes­se in­for­ma­zio­ni che al­tre vol­te ven­go­no in­se­ri­te di­ret­ta­men­te nei re­port, che di­ven­ta­no quin­di no­io­si e lun­ghis­si­mi. Sono re­port scrit­ti per tut­ti e per nes­su­no, quel­li che si tro­va­no og­gi in cir­co­la­zio­ne e che, ap­pun­to, com­por­ta­no gran­de im­pe­gno e gran­de spre­co di ri­sor­se, eco­no­mi­che e men­ta­li.

IL PROBLEMA CRUCIALE – Non oc­cor­re ac­cor­cia­re i re­port, né mol­ti­pli­ca­re il nu­me­ro di quel­li pub­bli­ca­ti. Il pro­ble­ma è co­me ren­der­li in­te­res­san­ti e uti­li a gui­da­re dav­ve­ro le scel­te del mer­ca­to, ol­tre che a mi­glio­ra­re le per­for­man­ce del­le azien­de in chia­ve so­ste­ni­bi­le. Come fa­re? Una so­lu­zio­ne è quel­la di in­se­ri­re nei re­port idee con­cre­te, ma­te­ria­li. Ad esem­pio, ba­sta in­se­ri­re una va­lu­ta­zio­ne del­le con­se­guen­ze e dei ri­schi con­nes­si al­la non-sostenibilità del­le stra­te­gie.

Cosa ac­ca­drà se non si at­tua­no azio­ni vol­te al ri­spar­mio ener­ge­ti­co? E’ il ca­so di sot­to­li­near­lo aper­ta­men­te, non c’è nien­te di scon­ta­to. E mai di­men­ti­ca­re l’obiettivo di un re­port: in que­sto ca­so non si trat­ta di scri­ve­re la sto­ria azien­da­le, si trat­ta di guar­da­re avan­ti e di scri­ve­re qual è l’impatto di ogni azio­ne. Mai giu­sti­fi­ca­re il pas­sa­to se non è in li­nea con gli obiet­ti­vi di csr, me­glio ri­mar­ca­re con esem­pi rea­li le be­st prac­ti­ce e le si­tua­zio­ni al­lar­man­ti che con­trad­di­stin­guo­no il pre­sen­te dell’azienda; me­glio guar­da­re ver­so se stes­si che de­li­nea­re sce­na­ri ge­ne­ri­ci sul­la ba­se di da­ti e trend.

Anna Tita Gallo

Natale e i doni sotto l'albero

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Via: NeXt // Natale e i doni sotto l’albero

Dicembre, pe­rio­do di fe­rie, pran­zi e ce­ne in com­pa­gnia, ac­qui­sti e do­ni. In que­sta fi­ne 2014 han­no pre­so po­sto sot­to l’albero an­che tut­ta una se­rie di tri­bu­ti che non han­no per nul­la ral­le­gra­to gli ita­lia­ni. Tra Tasi, Imu, Tari ed Irpef cit­ta­di­ni ed im­pre­se han­no do­vu­to af­fron­ta­re una set­ti­ma­na di tut­to ri­spet­to se­gnan­do il re­cord ne­ga­ti­vo per la li­qui­di­tà nel Bel Paese.

La cri­si, poi, non tro­va so­lu­zio­ni e al­lo­ra an­che le fe­sti­vi­tà 2014 sa­ran­no all’insegna dell’austerity: me­no sol­di e me­no ac­qui­sti, con un ca­lo pre­vi­sto del 5% ri­spet­to al già ma­gro Natale 2013.

Le dif­fi­col­tà so­no sot­to gli oc­chi di tut­ti, tra di­soc­cu­pa­zio­ne e una si­tua­zio­ne di em­pas­se da cui né i go­ver­ni né i mer­ca­ti tro­va­no una via di usci­ta, ri­pro­po­nen­do in­ve­ce sche­mi di ma­la­ge­stio­ne e di cor­ru­zio­ne che pen­sa­va­mo di aver la­scia­to nel se­co­lo scor­so.

C’è un ma po­si­ti­vo. Le no­ti­zie buo­ne ci so­no, sem­bra­no pic­co­le da­van­ti ai pro­ble­mi quo­ti­dia­ni, ma a guar­dar­ci be­ne co­sì pic­co­le non so­no.

Secondo un’indagine Nielsen, il 55% dei con­su­ma­to­ri mon­dia­le è di­spo­sto a sce­glie­re ed ac­qui­sta­re an­che spen­den­do qual­co­sa in più per pro­dot­ti e ser­vi­zi di azien­de che adot­ta­no po­li­ti­che di so­ste­ni­bi­li­tà am­bien­ta­le e so­cia­le. La CSR sta pas­san­do da vez­zo di qual­che im­pren­di­to­re il­lu­mi­na­to a ve­ro e pro­prio in­ve­sti­men­to, che ri­pa­ga in ter­mi­ni di au­men­to del­la qua­li­tà del la­vo­ro e di po­si­zio­na­men­to sul mer­ca­to.

“Cia­scu­na per­so­na do­vreb­be ave­re la con­sa­pe­vo­lez­za che ac­qui­sta­re è sem­pre un at­to mo­ra­le, ol­tre che eco­no­mi­co” so­no le sto­ri­che pa­ro­le che Papa Francesco ha pro­nun­cia­to al­la scor­sa Giornata Mondiale per la Pace. Ed an­che per chi non ha sol­di da spen­de­re e non ha la pos­si­bi­li­tà di sce­glie­re col por­ta­fo­glio, ci so­no mo­di per far sen­ti­re la pro­pria vo­ce e da­re pe­so al­le pro­prie idee.

La cam­pa­gna Behind the brand di Oxfam, part­ner di Next, dà la pos­si­bi­li­tà a tut­ti i con­su­ma­to­ri a da­re vo­ti e con­si­gli, at­tra­ver­so i so­cial me­dia e piat­ta­for­me de­di­ca­te, al­le gran­di mul­ti­na­zio­na­li del ci­bo su­gli aspet­ti im­por­tan­ti che pe­sa­no nel­la scel­ta di un pro­dot­to. A vol­te ba­sta un click ed un po’ del no­stro tem­po per cam­bia­re le co­se.

L’Expo al­le por­te e l’attenzione al­la sa­lu­te so­no una le­va per in­di­riz­za­re i con­su­mi in cam­po ali­men­ta­re. Le ec­cel­len­ze del ma­de in Italy so­no no­te ben ol­tre i con­fi­ni na­zio­na­li, ma la por­ta­ta del­la pro­du­zio­ne lo­ca­le ha una di­men­sio­ne che con l’avvento del­la gran­de di­stri­bu­zio­ne si sta­va via via per­den­do. Oggi sem­pre più ita­lia­ni stan­no ri­co­min­cian­do a sce­glie­re pro­dot­ti a chi­lo­me­tri ze­ro, o qua­si, le pro­du­zio­ni con­trol­la­te e più ar­ti­gia­na­li.

Grazie al pro­get­to MOBilitarsi che co­me as­so­cia­zio­ne stia­mo por­tan­do avan­ti a Milano ab­bia­mo avu­to il pia­ce­re di sco­pri­re la Filiera del Grano, un esem­pio di co­me cit­ta­di­ni, ar­ti­gia­ni e pro­dut­to­ri pos­so­no an­da­re nel­la stes­sa di­re­zio­ne: giu­sto prez­zo, ma an­che giu­sto com­pen­so per un pro­dot­to di qua­li­tà fat­to nel ri­spet­to del­le per­so­ne e dell’ambiente.

In que­sti gior­ni di ac­qui­sti per pran­zi e re­ga­li, as­sie­me agli au­gu­ri per tra­scor­re­re se­re­na­men­te le fe­sti­vi­tà, vo­glia­mo met­te­re un do­no sot­to agli al­be­ri di ami­ci e so­ci: un po’ di con­sa­pe­vo­lez­za. Scegliere con co­gni­zio­ne di cau­sa, pun­ta­re su chi va­le e si im­pe­gna a co­strui­re un pez­zo di fu­tu­ro at­tra­ver­so una nuo­va eco­no­mia è si­cu­ra­men­te un buon in­ve­sti­men­to.

Comunicato Stampa Slotmob

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Via: NeXt // Comunicato Stampa Slotmob

Contro la piaga sociale dell’azzardo

Il 18 di­cem­bre 2014 pres­so la sa­la stam­pa di Montecitorio una rap­pre­sen­tan­za del mo­vi­men­to Slotmob ha in­con­tra­to, co­me do­cu­men­ta­to dal­la di­ret­ta strea­ming, i par­la­men­ta­ri Preziosi, Baroni, Basso, Mantero, Endrizzi, Binetti, Paglia e Sberna chie­den­do di sbloc­ca­re l’iter del te­sto uni­fi­ca­to -a fir­ma Binetti- per la pre­ven­zio­ne, la cu­ra e la di­pen­den­za da GAP (Gioco d’Azzardo Patologico).

Il te­sto è al mo­men­to bloc­ca­to al­la Commissione Bilancio del­la Camera.

La no­stra po­si­zio­ne sul co­sid­det­to “gio­co d’azzardo” è che non sia so­lo un pro­ble­ma di gio­ca­to­ri pa­to­lo­gi­ci, ma un can­cro eco­no­mi­co e so­cia­le che sta di­vo­ran­do l’Italia e che va smon­ta­to al­la ra­di­ce. Limitarsi al­la cu­ra del­le pa­to­lo­gie si­gni­fi­ca im­pli­ci­ta­men­te ac­cet­ta­re che non si pos­sa mo­di­fi­ca­re il si­ste­ma at­tua­le e ri­co­no­sce­re la scon­fit­ta di vi­ve­re in un Paese do­ve ogni an­no più di 80 mi­liar­di di eu­ro ven­go­no sot­trat­ti all’economia sa­na, con pro­fit­ti enor­mi per le azien­de con­ces­sio­na­rie del set­to­re e co­sti so­cia­li, fa­mi­lia­ri, eco­no­mi­ci a ca­ri­co del­la col­let­ti­vi­tà.

Ai par­la­men­ta­ri pre­sen­ti – che rin­gra­zia­mo per la di­spo­ni­bi­li­tà all’incontro- ab­bia­mo po­sto due do­man­de:

a) ri­te­ne­te va­li­de le no­stre obie­zio­ni, al pa­re­re for­ni­to dai Monopoli di Stato, che sti­ma­no co­sti era­ria­li al­tis­si­mi in ca­so di ap­pro­va­zio­ne del­la leg­ge?

b) esi­ste una vo­lon­tà par­la­men­ta­re e go­ver­na­ti­va per ri­di­men­sio­na­re il gio­co d’azzardo e nel so­ste­ne­re l’iter del di­se­gno di leg­ge uni­fi­ca­to?

Sul pri­mo que­si­to ab­bia­mo avu­to una­ni­me con­fer­ma del­le no­stre os­ser­va­zio­ni sul­la par­zia­li­tà e in­fon­da­tez­za dell’analisi dei Monopoli di StatoRelativamente al­la se­con­da do­man­da con­sta­tia­mo, in­ve­ce, con ram­ma­ri­co che:

il Governo non in­ten­de af­fron­ta­re il pro­ble­ma con la de­ter­mi­na­zio­ne ne­ces­sa­ria, con­sen­ten­do che gli in­te­res­si del­le lob­by con­ces­sio­na­rie cal­pe­sti­no l’interesse dei cit­ta­di­ni.

Con ri­fe­ri­men­to ai par­ti­ti, os­ser­via­mo che esi­ste una de­ter­mi­na­zio­ne nel re­go­la­men­ta­re in­te­gral­men­te il set­to­re da par­te del Movimento 5 Stelle, orien­ta­ta in tal sen­so sem­bra an­che Sel, men­tre so­lo al­cu­ni par­la­men­ta­ri dell’area go­ver­na­ti­va co­me Binetti (UDC), re­la­tri­ce del­la leg­ge, e Basso (PD), so­no da sem­pre in pri­ma li­nea su que­sta bat­ta­glia. Da al­cu­ne pre­se di po­si­zio­ne, co­me quel­le dell’ex sot­to­se­gre­ta­rio Giorgetti, il cen­tro­de­stra ap­pa­re schie­ra­to, sen­za ri­ser­ve, a fa­vo­re dell’azzardo. Nel grup­po in­ter­par­la­men­ta­re sull’azzardo non ri­sul­ta­no pre­sen­ti se­na­to­ri e de­pu­ta­ti di Forza Italia. Invitiamo gli elet­to­ri di que­ste aree, com­pre­sa la Lega, a chie­de­re ai lo­ro rap­pre­sen­tan­ti di espli­ci­ta­re una li­nea chia­ra e coe­ren­te dal pia­no na­zio­na­le a quel­lo lo­ca­le.

In due an­ni di go­ver­no, l’attuale mag­gio­ran­za non ha fat­to nul­la per re­go­la­men­ta­re il gio­co d’azzardo ma ha so­lo so­ste­nu­to gli in­te­res­si di po­chi grup­pi pri­va­ti (ad es. op­por­tu­ni­tà con­ces­sa al­le con­ces­sio­na­rie di tran­sa­re sul­la ma­xi san­zio­ne di 2,5 mi­liar­di di Euro e la leg­ge scan­da­lo – poi ritirata- che mi­nac­cia­va di ta­glia­re i fon­di agli en­ti lo­ca­li che aves­se­ro ap­pro­va­to leg­gi per li­mi­ta­re l’espansione dell’azzardo sui pro­pri ter­ri­to­ri).

In que­ste ore il go­ver­no ha ap­pro­va­to un emen­da­men­to scan­da­lo­so, che con­sen­te al Ministero dell’Economia e del­le Finanze -su ri­chie­sta dei Monopoli- di pren­de­re prov­ve­di­men­ti per ri­lan­cia­re quei “gio­chi” che nell’ultimo trien­nio ab­bia­no su­bi­to un ca­lo del­le gio­ca­te e del get­ti­to era­ria­le del 15 per cen­to. Mentre -da una parte- il go­ver­no Renzi stan­zia, nel­la leg­ge di sta­bi­li­tà, 50 mi­lio­ni di Euro per la cu­ra dei gio­ca­to­ri pa­to­lo­gi­ci, -dall’altra- si con­trad­di­ce, so­ste­nen­do i “gio­chi” che “ren­do­no me­no” e che so­no la cau­sa del­la di­pen­den­za stes­sa con­trad­di­cen­do in tal mo­do quel “ri­lan­cio mo­ra­le” del Paese che il pre­si­den­te Renzi non ces­sa di ri­pe­te­re.

Chiediamo quin­di:

– al Governo, al­la mag­gio­ran­za e ai grup­pi par­la­men­ta­ri di chia­ri­re ai cit­ta­di­ni la pro­pria po­si­zio­ne sul­la pia­ga dell’azzardo;

– ai sin­go­li par­la­men­ta­ri, di smar­car­si net­ta­men­te dal­la li­nea dei pro­pri par­ti­ti, per i prov­ve­di­men­ti gra­vis­si­mi che al­tri­men­ti sa­reb­be­ro ap­pro­va­ti.

A se­gui­to del­le pa­ro­le e dei pro­cla­mi ci aspet­tia­mo fat­ti con­cre­ti: i ban­chi di pro­va sa­ran­no la de­le­ga fi­sca­le e l’esito dell’iter di ap­pro­va­zio­ne del Testo Unificato a fir­ma Binetti.

Arriva un mo­men­to in cui bi­so­gna de­ci­de­re da che par­te sta­re.

Il mo­vi­men­to Slot Mob pro­se­gui­rà la sua azio­ne di pre­sa di co­scien­za in­sie­me a tut­ti gli al­tri mo­vi­men­ti con i qua­li con­di­vi­de una vi­sio­ne del­la so­cie­tà e del mer­ca­to ci­vi­le di­ver­sa da quel­la che i pro­ta­go­ni­sti dell’azzardo stan­no ten­tan­do in tut­ti i mo­di di im­por­re, con la com­pli­ci­tà di una po­li­ti­ca di­strat­ta (o con­sen­zien­te?)

Il co­mi­ta­to pro­mo­to­re di Slot Mob* Daniele Albanese, Leonardo Becchetti, Luigino Bruni, Luana Canova, Carlo Cefaloni, Flavia Cerino, Gabriele Mandolesi, Francesco Naso, Vittorio Pelligra, Luca Raffaele, Giuseppe Riccio, Alessandra Smerilli, Alfredo Sguglio, Ivan Vitali 

*SlotMob è un’iniziativa sor­ta per pre­mia­re i bar che non han­no slot ma­chi­ne. A 74 Slotmob rea­liz­za­ti fi­no­ra in di­ver­se cit­tà d’Italia han­no par­te­ci­pa­to cir­ca 200 real­tà as­so­cia­ti­ve

Gli Oscar della sostenibilità 2014

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Via: NeXt // Gli Oscar della sostenibilità 2014.

L’iniziativa “Gli Oscar del­la Sostenibilità” pro­po­sta da NeXt Nuova Economia per Tutti in­sie­me al­le or­ga­niz­za­zio­ni Acli, Adiconsum, BCC, Centro San Fedele, Cittadinanzattiva, Convoi Onlus, Fiba/Cisl, Funmob, Plef, Sodalitas, Ucid: lan­cia in oc­ca­sio­ne del pro­get­to “Cittadini per la so­ste­ni­bi­li­tà: MOBilitarsi per una nuo­va eco­no­mia per tut­ti” in­sie­me al­la Fondazione Cariplo, una rac­col­ta d’idee sul te­ma del­la so­ste­ni­bi­li­tà aper­ta a tut­ti i gio­va­ni e agli stu­den­ti del­la Regione Lombardia.

Le pro­po­ste sa­ran­no im­pron­ta­te al­lo svi­lup­po di giu­sti­zia so­cia­le, equi­tà e cre­sci­ta cul­tu­ra­le del­la co­mu­ni­tà mi­la­ne­se, che mi­ra a va­lo­riz­za­re la crea­ti­vi­tà e lo svi­lup­po so­ste­ni­bi­le del ter­ri­to­rio. Lo svi­lup­po so­ste­ni­bi­le ne­ces­si­ta in­fat­ti di una ge­stio­ne eco­no­mi­ca che im­pie­ghi e va­lo­riz­zi le ca­pa­ci­tà e le ri­sor­se lo­ca­li, che mi­glio­ri le con­di­zio­ni di vi­ta e di la­vo­ro del­la co­mu­ni­tà, che as­si­cu­ri van­tag­gi equa­men­te di­stri­bui­ti e sta­bi­li nel tem­po.

Lo sco­po dell’iniziativa è quel­lo:

di sti­mo­la­re i gio­va­ni nel­la ri­cer­ca di nuo­vi stru­men­ti di mo­bi­li­ta­zio­ne dal bas­so che sia­no di pos­si­bi­le in­te­gra­zio­ne con le ipo­te­si di svi­lup­po lo­ca­le so­ste­ni­bi­le;

di at­ti­va­re in­con­tri, col­la­bo­ra­zio­ni e si­ner­gie tra l’imprenditoria lo­ca­le e gio­va­ni crea­ti­vi;

di av­via­re una spe­ri­men­ta­zio­ne del­le idee dei gio­va­ni, so­ste­nen­do la dif­fu­sio­ne del la­vo­ro au­to­no­mo e dell’innovazione so­cia­le;

di sen­si­bi­liz­za­re il pub­bli­co sui te­mi am­bien­ta­li, sull’eco-sostenibilità, sul­la rac­col­ta dif­fe­ren­zia­ta.

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