Rita Borsellino, la lotta per la verità

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Dove saremmo oggi se dopo le stragi dell’estate del 1992 le donne, le sorelle di Paolo Borsellino e di Giovanni Falcone non avessero assunto su loro stesse la responsabilità della memoria, della ricerca incessante della verità, della cultura dell’antimafia? Dove saremmo oggi se queste figure femminili, piene di vera energia non avessero preso per mano la reazione di un popolo, accompagnandolo in un percorso di rigenerazione civile, di fiducia?
Sono trascorse ventisei estati per Rita Borsellino, anni d’impegno senza risparmio, non ce ne saranno altre.
Ricordando le parole del fratello Paolo, si è battuta perché: “La lotta alla mafia dev’essere innanzitutto un movimento culturale che abitui tutti a sentire la bellezza del fresco profumo della libertà che si oppone al puzzo del compromesso morale, dell’indifferenza, della contiguità e quindi della complicità.”
Questa responsabilità è cara a tutti noi, rappresenta il senso stesso dello Stato, delle Istituzioni, della cittadinanza.
Ventisei anni al femminile, in difesa della verità, consapevole dell’importanza del ruolo delle donne per la pace e per la giustizia. Con le sue gambe hanno viaggiato le idee di Paolo.

Oggi, il pensiero di First Social Life, torna al 2014, a Strasburgo, dove con il “Centro Studi Sociali contro le mafie. Progetto San Francesco”, assieme alla “Carovana Antimafie”, nata con il contributo di Rita Borsellino, ricevette il Premio Giovanni Falcone. Oggi riviviamo l’energia positiva, la voglia di fare di quel giorno e consolidiamo le ragioni per andare avanti.