Passione civile

La Fiducia contro il fanatismo ricostruisce la comunità

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Uniti alle lavoratrici e ai lavoratori del Bardo nel secondo anniversario della strage

Tunisi, Museo Nazionale del Bardo, 18 marzo 2015, uomini armati di kalashnikov varcano il grande cancello di Rue Mongi Slim,entrano nel museo e iniziano a sparare. Dopo oltre due ore di assedio, nelle sale, che custodiscono una collezione eccezionale di opere d’arte (capolavori che sono frammenti di un’identità mediterranea collettiva, tessere di una civiltà comune), sono assassinati: AymenMorjen, Jane Adey Sally, Giuseppina Biella, Francesco Caldara, Antonio Cirera Perez, Orazio Conte, Nadine Flament, Artoro Javier Martinez, Jacek Maria Konieczka, Maria Martinez, Chiemi Miyazaki, Haruka Miyazaki, Machiyo Narusawa, Artur Nowosad, Dominik Nowicki, Galina Potapenko, Dolores Sanchez Rami, Antonella Sesino, Christophe Tinois, Jean-Claude-Tissier, Hilda Van Nerum, Huguette Dupeu.

La strage del Bardo, rivendicata dall’Isis,segna l’inizio della peggiore crisi economica della Tunisia libera degli ultimi anni che si aggrava ulteriormente con il successivo attacco terroristico del 26 giugno 2015 sulla spiaggia dell’Imperial Marhaba Hotel: 38 morti e decine di feriti il bilancio delle vittime. 

Oggi resta il dolore, il trauma dei feriti, il buco nero emotivo di moltissimi dipendenti del museo, che non hanno più trovato pace e che non sono riusciti ancora a tornare al lavoro, e di coloro che insieme al lavoro hanno perso anche la fiducia.

 Il professor Moncef Ben Moussa, archeologo di fama internazionale e direttore del Museo del Bardo dichiara: “La fiducia è il primo strumento collettivo contro il fanatismo, il primo passo necessario per ogni patto indispensabile per il progresso delle comunità civili, che insieme alla difesa della cultura e alla cura dei patrimoni mediterranei è il risultato di una nuova energia politica per edificare la società sostenibile di domani”. 

Diventa quindi necessario e urgente ripartire dalla cura delle relazioni tra le persone, tra le persone e le istituzioni, tra le persone e il lavoro, tre aree del nuovo welfare della fiducia in un’attività di coesione sociale e culturale, antidoto civile e comunitario al fanatismo.

Il professor Ben Moussa quale sensibile protagonista della società tunisina ha accolto l’invito di First Social Life a presiedere il “Comitato scientifico della Fiducia per il Mediterraneo”, percorso di alleanze sociali iniziato lo scorso anno con un primo progetto a Lampedusa e poi sviluppatosi con Open Group in un ambito più vasto negli ultimi mesi. 

Oggi “Le Città della Fiducia” è un progetto cooperativo di promozione dell’economia della conoscenza, della cultura della responsabilità sociale e della fiducia nel Mediterraneo, con all’attivo una prima tappa alla fine dello scorso anno a Bologna e un futuro proprio a Tunisi, nelle prossime settimane dove saremo alleati e vicini al Bardo, per la legalità e la pace,concretamente partecipi per la Fiducia.

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