Passione civile

23 maggio

in R:Post

Alle 17.55 del 23 maggio del 1992, centinaia di chili di tritolo sistemati in un tunnel di scolo delle acque piovane, sotto la carreggiata dell’autostrada che collega l’aeroporto di Punta Raisi con il capoluogo, esplodevano, assassinando Vito Schifani, Rocco Dicillo, Antonio Montinaro agenti di Polizia di scorta a Giovanni Falcone e a sua moglie Francesca Morvillo. Il giudice, con sua moglie moriranno nelle ore successive. Sopravvissero solamente Angelo Corbo, Paolo Capuzza e Gaspare Cervello, le cui sofferenze, non solo fisiche, non finirono mai fino ad oggi. Oggi, ventiquattro anni dopo, in questa Aula Bunker – costruita esattamente trent’anni fa per ospitare il Maxiprocesso contro Cosa Nostra – gremita di autorità e di giovani, la Fondazione Falcone, con Maria Falcone alla Presidenza, sottolinea, in modo inequivocabile, che la memoria è un contratto di responsabilità sociale, di impegno culturale, di passione civile, di azione politica contro il sistema economico della mafia e degli amici dei mafiosi, all’apparenza magari rispettabili.

Proprio questo grande lavoro lungo anni, della Fondazione Falcone, ha sempre tenuto fermo il timone sul valore della conoscenza e dell’educazione civile delle nuove generazioni, primo passo concreto contro le mafie, ponte tra il lavoro di Giovanni Falcone e l’impegno più attuale contro la zona grigia degli affari criminali. Le prime vittime, infatti, dell’azione economica e culturale delle mafie sono proprio il progresso democratico delle comunità e il mondo del lavoro. In questi anni, con milioni di giovani coinvolti – solo quest’anno oltre 350 scuole coinvolte in tutta Italia – la Fondazione Falcone ha vinto la sfida sociale, anche se la guerra ai clan, e ai collaboratori inamidati dei boss, non può dirsi certo finita.

Quest’anno, First Social Life è presente a Palermo, per dovere morale e politico ma anche per siglare la nuova alleanza progettuale di lungo periodo con la Fondazione Falcone. Giulio Romani con Giacinto Palladino, presenti in Aula Bunker, sono arrivati con Giusi Nicolini, la coraggiosissima sindaco di Lampedusa, chiudendo così il cerchio della responsabilità sociale di tutti: First Social Life con il comune di Lampedusa, con il Comitato 3 ottobre e con la Fondazione Falcone (primo social partner), aprirà la prima esposizione “verso il museo della fiducia e del dialogo per il mediterraneo”, il prossimo 3 giugno, contemporaneamente al Museo Archeologico delle Pelagie.

Un progetto mai tentato prima, possibile grazie all’impegno coraggiosissimo di intere parti dello Stato, ma anche singole donne e uomini, sentendo il proprio ruolo per il progetto ben oltre il dovere istituzionale: la Soprintendente ai Beni Culturali e Archelogici di Caterina Greco, Marcello Tagliente del Mibact.

Un progetto a costo zero, tutto sostenuto da partner economici privati, del mondo cooperativo bolognese e di una banca importante come Cariparma/Credit Agricole (Bank Partner), ma sopratutto possibile grazie all’impegno diretto dei Carabinieri e dell’Aeronautica Militare.

Proprio in questo giorno, dove la memoria si fa contratto di responsabilità per il futuro, questa è una piccola dimostrazione della grande innovazione di Giovanni Falcone: unità totale tra Stato, Forze dell’Ordine, cultura e imprese perbene possono vincere le mafie.

Alessandro de Lisi

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