Passione civile

Je suis le Bardo, siamo tutti uno

in R:Post

Tunisi, Museo del Bardo – Aymen Morjane, Jane Adey Sally, Giuseppe Biella, Francesco Caldara, Antonio Cirera Perez, Orazio Conte, Nadine Flament, Artoro Javier Martinez, Jacek Maria Konieczka, Maria Martinez, Chiemi Miyazaki, Haruka Miyazaki, Machiyo Narusawa, Artur Nowosad, Dominik Kowicki, Galina Potapenko, Dolores Sanchez Rami, Antonella Sesino, Christophe Tinois, Jean Claude Tissier, Hilda Van Nerum, Huguette Dupeu, sono stati assassinati a colpi di kalashnikov un anno fa nelle sale del Museo Nazionale del Bardo. Il Golgota del sacrifico umano per mano assassina terroristica non ha confini, si estende metaforicamente per chilometri e risale, s’incresta ogni dove è avvenuta una strage.
Un anno fa come oggi la Tunisia iniziava il calvario, continuando a Sousse e poi recentemente più volte lungo i confini: attentati e attacchi terroristici che hanno mietuto decine di vittime, ma anche ferito gravemente l’economia dell’accoglienza del paese arabo. Tunisi, teatro pochi anni fa di un grande cambiamento sociale democratico, capitale ideale delle rivoluzioni arabe, di quella lunga stagione “dei gelsomini”, era una città ricca di turismo e di doppie case di europei benestanti, oggi per lo più chiuse, mentre i villaggi vacanze sono sempre più vuoti. In questo clima di sfiducia e paura, la cultura plurale del Mediterraneo, presente nelle opere d’arte conservate al Bardo, ha quindi assunto la duplice valenza di obiettivo militare dei terroristi e di primo elemento della riscossa popolare tunisina. Ricordando tutte le vittime di un anno fa vogliamo, al contempo, ricordare i vivissimi cittadini tunisini che stanno reagendo alla paura, essi spalancano le braccia e consolidano ponti culturali tra le diverse comunità mediterranee, per ribadire che nell’identità plurale dei popoli medeuropei dobbiamo essere “tutti uno”.
Andiamo avanti, proseguiamo il cammino comune intrapreso, insieme ai tanti partner museali e d’impresa, istituzionali e politici internazionali, per rendere omaggio alla pace, ai caduti e ai vivi, contribuendo a costruire, in un luogo di tutti, la nuova fiducia.

Giacinto Palladino e Alessandro de Lisi

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