Passione civile

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Reportage sulla linea della “Bestia”

in Poche parole

Mauro Pagnano ha viaggiato in Messico per documentare la vita ai margini della linea ferroviaria che connette il sud del Paese al confine con gli Stati Uniti. Il treno merci, tra i più lunghi del mondo, che attraversa continuamente questa tratta è soprannominato “la Bestia”; i migranti, donne e uomini che cercano di raggiungere clandestinamente gli States, fuggendo la miseria e le privazioni della vita in certe aree del Messico, si arrampicano al volo sui vagoni e chiamano questo treno “la Bestia” perché non si ferma mai, al massimo rallenta. Così, molte persone ne rimangono travolte. Il treno ferisce gravemente chi scivola dagli appigli di fortuna, uccide spesso, lasciando lungo la linea un universo dolente. A sostegno di coloro che sono vittime di questo dramma nel dramma si trovano molti sacerdoti che negli “albergue” poverissimi lungo la linea ferrata si prodigano in ospitalità e cure. Uno di questi luoghi della cura si trova ad Ixpetec, nello stato di Oaxaca, nel profondo sud del Messico: l’albergue  “Hermanos en el camino” è stato fondato da padre Alejandro Solalinde, ora sotto scorta per i tentativi di assassinio da parte dei narcos in accordo con la polizia dello Stato. Altra tappa in cui sono state ritratte le donne di Las Patronas è il villaggio di Guadalupe, un piccolissimo centro agricolo vicino Cordoba, nello stato di Veracruz. Veracruz è lo stato dei Los Zetas, forse il cartello criminale messicano più pericoloso oggi al mondo, la trincea dove resistono queste donne dell’ausilio ai migranti. Una storia raccontata attraverso la fotografia d’autore ma anche un esempio di informazione indipendente, di responsabilità sociale in prima persona.

Questo reportage è stato realizzato grazie al contributo di First Social Life.

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