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Messico, stop al monopolio petrolifero. Un affare per i narcos?

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Via: Valori.it // Messico, stop al monopolio petrolifero. Un affare per i narcos?

L’industria petrolifera messicana apre le porte ai capitali privati. Si attendono grandi investimenti e una crescita significativa del comparto. Ma i cartelli della droga, da tempo infiltrati nel settore, sono sempre in agguato.

Adesso è ufficiale. L’industria petrolifera messicana è definitivamente aperta al mercato grazie alla storica riforma del settore approvata ieri in Senato con una netta maggioranza di consensi (78 voti favorevoli e 26 contrari). Si chiude così la lunga era del monopolio della Pemex, l’azienda statale che ha controllato il settore nel Paese per 76 anni. E si aprono, al tempo stesso, importanti prospettive di sviluppo per un comparto da troppo tempo registrava una crisi in termini di produzione con ovvie conseguenze sulle potenzialità di sviluppo dell’economia nazionale. Finalmente liberi di fare il loro ingresso nel settore, i grandi gruppi internazionali a cominciare da Exxon e Chevron dovrebbero far affluire grandi investimenti. L’istituto Grupo Financiero Banorte SAB, citato da Bloomberg, stima operazioni annuali pari a 50 miliardi di dollari da qui al 2020. Un trionfo di capitali privati, insomma, di cui il Paese dovrebbe beneficiare ricavando un’importante spinta alla crescita. Ma i dubbi, inevitabilmente, restano. E le ragioni sono note da tempo.

Il problema, come noto, è che il Messico non è ancora riuscito a sradicare il fenomeno dell’infiltrazione dei cartelli della droga nel settore petrolifero. I narcos hanno imparato da tempo a infiltrarsi nel comparto spolpando i profitti dell’industria (per approfondire vedi “Mex, drugs & rock ‘n roll. L’assalto dei narco-petrolieri” in “L’era dei Narcostati”, Valori n. 104, novembre 2012) arrecando danni enormi all’economia nazionale. Nel solo 2013, ricordava di recente Business Insider, i cartelli avrebbero sottratto petrolio per 790 milioni di dollari. Una recente inchiesta di Vice News sul furto di petrolio (parte del quale sarebbe addirittura venduto nelle stazioni di rifornimento statunitensi) ha alzato la stima a 5 miliardi di dollari.

7 Agosto 2014
Matteo Cavallito    @ cavallito@valori.it

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